Powell: meglio sbagliare esagerando con la stretta

Alberto Battaglia
2.11.2022
Tempo di lettura: 5'
La Fed ha deciso un altro rialzo dei tassi da 75 punti base, per rispondere alla trazione dell'inflazione di fondo e di un'economia ancora forte

La scelta è stata obbligata dai dati in ingresso arrivati nell'ultimo mese, dai quali è emerso un mercato del lavoro ancora forte, una crescita sopra le attese e un'inflazione di fondo ancora in aumento

"A un certo punto sarà necessario rallentare con i rialzi", ha dichiarato il presidente della Fed, Jerome Powell, precisando che c'è ancora un tratto di strada da fare

Il rallentamento dei rialzi potrebbe "arrivare nella prossima riunione o in quella successiva"

Con premesse molto simili a quelle della precedente riunione, la Federal Reserve ha deciso di procedere nuovamente a un rialzo dei tassi da 75 punti base, portando il nuovo range a 3,75-4%. Il voto è stato unanime. A settembre l'inflazione di fondo su base mensile era accelerata ulteriormente mettendo in guardia Powell e i suoi colleghi sul rischio che le aspettative sui l'aumento dei prezzi estendano i rincari su un'ampia gamma di beni e servizi. 


 “Gli indicatori recenti indicano una crescita modesta della spesa e della produzione. Negli ultimi mesi la crescita dei posti di lavoro è stata robusta e il tasso di disoccupazione è rimasto basso. L'inflazione rimane elevata, a causa degli squilibri della domanda e dell'offerta legati alla pandemia, all'aumento dei prezzi dei prodotti alimentari e dell'energia e a pressioni più ampie sui prezzi”, ha esordito il comunicato del Fomc. Le future mosse della banca centrale americana, viene chiarito in un nuovo passaggio della nota, "terranno conto dell'inasprimento cumulativo della politica monetaria, dei ritardi con cui la politica monetaria influisce sull'attività economica e sull'inflazione e degli sviluppi economici e finanziari". Questo potrebbe indicare uno stop dei rialzi prima ancora di aver visto effettivamente tutti gli effetti attesi nei dati macroeconomici disponibili. 


La conferenza di Powell

"A un certo punto sarà necessario rallentare con i rialzi", ha dichiarato il presidente della Fed, Jerome Powell, precisando che c'è ancora un tratto di strada da fare. Il rallentamento dei rialzi potrebbe "arrivare nella prossima riunione o in quella successiva". Tuttavia, ha aggiunto il presidente della Fed, "i dati in arrivo dalla nostra ultima riunione suggeriscono che il livello finale dei tassi di interesse sarà più alto" rispetto a quanto previsto in precedenza. Il livello obiettivo della precedente riunione indicava ancora 1,5 punti di rialzo da compiere, metà dei quali sono stati "coperti" con l'ultimo provvedimento.
 

L'effetto di queste affermazioni sul rallentamento dei rialzi ha indebolito il dollaro sull'euro dello 0,7% circa, a 0,994285. Il fatto che Powell abbia definito come "prematuro" parlare di una interruzione dei rialzi dei tassi ha avuto, però, un effetto negativo sulla seduta di Wall Street tornata in territorio negativo dopo una realzione inizialmente positiva. 


Powell ha dichiarato esplicitamente che la Fed preferirebbe sbagliare con una stretta monetaria eccessiva, piuttosto che nella direzione opposta: "Abbiamo strumenti efficaci" per stimolare l'economia in caso di una politica monetaria che si rivelasse troppo restrittiva. Al contrario lasciare andare l'inflazione fuori controllo sarebbe un problema più difficile da gestire, ha dichiarato Powell.  


Il rialzo da 75 punti base era stato ampiamente anticipato dal mercato. La forza dell'economia, tornata a crescere nel terzo trimestre del 2,6%, superando le attese degli analisti, ha incoraggiato il Fomc a insistere sui rialzi di grossa entità. Sul versante dei prezzi, infatti, sono rimaste preoccupanti le dinamiche dei rincari. 


A settembre l'inflazione di fondo, che esclude le componenti più volatili del paniere come l'energia, fra agosto e settembre è aumentata dello 0,6% per il secondo mese consecutivo, portandosi al 6,6% annuo. Sono livelli ben superiori all'obiettivo a lungo termine del 2%. Nel frattempo, il tasso di disoccupazione è sceso al 3,5% a settembre un livello già visto a luglio e il più basso in circa cinque decenni. Crescita forte e disoccupazione bassa sono ingredienti favorevoli a un aumento dei prezzi guidato da rivendicazioni salariali crescenti, ragione per la quale la Fed sta esplicitamente cercando di ridurre la domanda, crescita ed occupazione. 


Per il momento, hanno mostrato i verbali della riunione di settembre, il Fomc ha visto ancora pochi effetti dei tassi sull'economia reale. Powell ha confermato questa lettura, pur affermando che il mercato immobiliare ha iniziato a reagire.


"Sebbene l'economia sia ancora in crescita, stiamo assistendo a segnali di rallentamento, in misura diversa a seconda del settore economico di cui stiamo parlando”, ha dichiarato l'analista di Oanda, Craig Erlam in una nota precedente alla decisione della Fed, “il mercato immobiliare è stato sotto pressione per la maggior parte dell'anno, mentre le intenzioni di assunzione si stanno allentando e le aziende prevedono chiaramente tempi difficili”.


Responsabile per l'area macroeonomica e assicurativa. Giornalista professionista, è laureato in Linguaggi dei media e diplomato in Giornalismo all'Università Cattolica

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