A che punto sono, nel mondo, le monete digitali “di Stato”

Alberto Battaglia
29.6.2021
Tempo di lettura: 5'
Oltre 60 banche centrali hanno avviato ricerche o sperimentazioni sulle monete digitali Cbdc - e la Cina è fra i leader

Al momento l'unica Cbdc (Central bank digital currency) operativa è quella delle Bahamas, ma la Cina si trova ad uno stadio di sperimentazione avanzato per il suo yuan digitale

Gli obiettivi delle monete digitali sono molteplici: fra questi, impedire il sorpasso delle monete alternative “private” nel mondo dei pagamenti digitali

A un primo sguardo, una moneta digitale emessa da una banca centrale e una criptovaluta possono sembrare parenti stretti. In verità, il fatto che entrambe si reggano sulla tecnologia blockchain non è in grado di comunicare le differenze che distinguono, nettamente, questi due prodotti. Le banche centrali, infatti, non intendono limitarsi a sfruttare le nuove tecnologie per migliorare i servizi di pagamento. Allo stesso tempo, intendono posizionarsi sul campo dei pagamenti digitali, offrendo ai consumatori un'alternativa sicura all'adozione di token privati come mezzi di scambio. E' bene chiarirlo: al contrario delle criptovalute, le Central bank digital currency (Cbdc) non sono monete parallele o alternative, bensì un equivalente digitale del contante. Detta altrimenti, è una forma diversa della medesima moneta fiduciaria (sia essa l'euro, lo yuan, eccetera).
Nel mondo ci sono oltre 60 istituti centrali sono attualmente al lavoro su progetti di ricerca o sviluppo di Cbdc. L'impegno della Cina su questo fronte è emblematico della concorrenza e del rapporto, tutt'altro che amichevole, fra le “criptovalute di Stato” e quelle tradizionali. Secondo il “PwC Cbdc global index”, quello dello yuan digitale è il terzo progetto più avanzato al mondo per una moneta digitale pubblica. Nella sperimentazione in corso, sono stati emessi yuan digitali per un valore di 2 miliardi (pari a 300 milioni di dollari). Non è un caso, però, che la stessa banca centrale cinese si sia rivelata una delle più determinate nella lotta alle criptovalute. Da ultimo, il 21 giugno scorso la Pboc ha chiesto alle banche nazionali di non fornire più prodotti o servizi legati alle criptovalute, inclusi il trading e il clearing. Nel frattempo, è in corso una progressiva eradicazione delle attività di mining basate in Cina.

Pur con minore risolutezza, anche la Banca centrale europea ha dichiarato che uno degli obiettivi del suo euro digitale, un progetto ancora in fase di valutazione, sarebbe ostacolare l'adozione su larga scala delle “monete private” per le transazioni elettroniche.
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Fonte: PwC Cbdc global index

I progetti di Cbdc nel mondo


In cima alla classifica PwC delle Cbdc più avanzate svetta il sand dollar delle Bahamas, al momento l'unica moneta digitale di Stato ad essere pienamente operativa. Lanciata nell'ottobre 2020, dopo quasi un anno di progetto pilota, il sand dollar conta circa 200mila unità in circolazione. Si stratta di un ammontare ancora limitato che, però, la banca centrale nazionale prevede in “rapida crescita nei prossimi mesi”. Come spiega PwC, il sand dollar è accessibile a tutti i residenti tramite un portafoglio digitale basato su app oppure carta di pagamento fisica. L'obiettivo dichiarato delle Bahamas è accrescere la velocità delle transazioni e i controlli sulle attività illecite come il riciclaggio.

A seguire, Cambogia e Cina occupano rispettivamente la seconda e la terza posizione fra le Cbdc più avanzate. Fra le grandi potenze è senza dubbio quello cinese il progetto pilota più interessante. Ormai a uno stadio di sperimentazione avanzato, allo yuan digitale manca ancora una data di lancio ufficiale. Si prevede che le prossime olimpiadi invernali di Pechino 2022 potranno diventare una cornice ideale per un lancio su larga scala.

Prima Cbdc europea per stadio di avanzamento, al quarto posto, sarebbe la moneta digitale dell'Ucraina, la cui sperimentazione si è conclusa nel dicembre 2018. Da allora la possibilità di adottare la e-hryvnia sarebbe rimasta in sospeso, aveva fatto sapere l'ex governatore Yakiv Smolii nel febbraio 2020.

Le Cbdc "wholesale"


Una seconda categoria di Cbdc, poi, raggruppa i progetti che prevedono questa forma di liquidità anche per l'utilizzo a livello interbancario (wholesale). Ad esplorare questa diversa strada sono attualmente 36 banche centrali, a fronte di altre 18 che, invece, hanno deciso di focalizzarsi esclusivamente sull'uso retail. Nella categoria delle monete digitali ad uso interbancario i leader sono, congiuntamente, Thailandia e Hong Kong, con il progetto Inthanon-LionRock. Lo studio congiunto è entrato nella Fase 2 quest'anno, ha ricordato PwC, “con lo scopo di sviluppare un software prototipo per consentire il regolamento transfrontaliero nella Cbdc ed esplorare una gamma di diversi casi d'uso”. Dal gennaio 2021 anche gli Emirati Arabi Uniti e la Cina continentale stanno aderendo all'iniziativa.
Al lavoro su questa tipologia di Cbdc, ci sono, ordinate per il grado di avanzamento, anche Singapore, Canada, Regno Unito, Francia. Sudafrica e l'Unione europea.
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Fonte: CBDC Tracker

Federal Reserve, su questo terreno è indietro


Fra le grandi potenze, gli Stati Uniti si sono agganciati per ultimi al trend delle Cbdc. L'Hamilton Project americano è stato lanciato ufficialmente lo scorso febbraio, ma sembra che il consenso sia tutt'altro che unanime fra i membri del consiglio direttivo. In un'intervista pubblicata il 28 giugno dal New York Times il vicepresidente responsabile delle attività di supervisione bancaria, Randal Quarles, ha definito quella delle monete digitali come una “moda” paragonabile a quella dei “pantaloni a paracadute” degli anni Ottanta. Ad giustificare l'esplorazione sull'eventuale dollaro digitale, secondo Quarles sarebbe stata soprattutto la paura di perdere il momento giusto (Fear of missing out). Al contrario, il membro del board of governors non vede grandi minacce derivanti dall'utilizzo delle stablecoin (come Diem di Facebook) o dalla possibile concorrenza sul dollaro da parte di Cbdc emesse da altri Paesi.

La Fed ha annunciato la pubblicazione di rapporto dedicato alle discussioni sul dollaro digitale entro quest'estate. "La progettazione di una Cbdc”, aveva dichiarato il presidente Jerome Powell lo scorso 20 maggio, “solleverebbe importanti considerazioni di politica monetaria, stabilità finanziaria, protezione dei consumatori, legali e sulla privacy e richiederà un'attenta riflessione e analisi”. Solo al termine di questa prima ricognizione si potrà capire se la Fed entrerà davvero nell'arena delle Cbdc.
Responsabile per l'area macroeonomica e assicurativa. Giornalista professionista, è laureato in Linguaggi dei media e diplomato in Giornalismo all'Università Cattolica

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