Aifi, al via i lavori del nuovo consiglio direttivo

Tempo di lettura: 2'
I consiglieri e il presidente Cipolletta hanno esordito con un'analisi dello scenario economico italiano e internazionale. Il 18 settembre, i dati semestrali del mercato del private equity e del venture capital

Le votazioni risalgono al 17 luglio

Attesi per il 18 settembre la prima pubblicazione

Si è insediato oggi il nuovo Consiglio direttivo Aifi, rinnovato lo scorso 17 luglio.

I nuovi consiglieri


Marco Canale di Value Italy, Fabrizio Carretti di Permira, Giuseppe Donvito di P101, Stefano Ghetti di Wise, Giovanni Landi di Anthilia Capital Partners, Massimiliano Magrini di United Ventures, Eugenio Morpurgo di Fineurop, Leone Pattofatto di CdP Equity, Filippo Penatti di The Carlyle Group, Stefano Romiti di Antares AZ I, Mauro Roversi di Ambienta, Lorenzo Stanca di Mandarin Capital Partners, Luisa Todini di Green Arrow Capital e Renato Vannucci Vertis.

Il presidente Innocenzo Cipolletta ha aperto i lavori con un'analisi sullo scenario dell'economia internazionale e italiana e sui motivi del suo recente rallentamento. A pesare, le tensioni sui mercati per l'avvio della guerra commerciale e l'istituzione di dazi che stanno riducendo le prospettive di crescita delle imprese.

 
aifi-al-via-nuovo-consiglio-direttivo_1
Innocenzo Cipolletta - presidente Aifi
Bisognerà aspettare il 18 settembre per vedere i dati semestrali di andamento del mercato del private equity e del venture capital. “Guardando al fundraising italiano – si legge in una nota Aifi – possiamo anticiapare che oltre un terzo dei capitali raccolti sul mercato provengono da investitori internazionali. Il consiglio direttivo ritiene che l'associazione possa attivare delle iniziative per rafforzare la loro presenza; prioritarie saranno le iniziative per ampliare l'impegno degli investitori istituzionali italiani”.

Oltre alle misure specifiche che potranno essere varate e alle azioni volte a creare fund of fund mirati a investire in fondi di private capital, da Aifi arriva un'altra proposta importante. Portata avanti anche attraverso FeBaf, l'idea è quella di rendere meno penalizzanti per gli investimenti nelle asset class private equity, venture capital e private debt, i parametri di assorbimento del capitale previsti a livello di normativa europea, cioè i capitali che gli investitori devono mettere a riserva a garanzia dei rischi.

Sul fronte del venture capital, il presidente ha illustrato che l'associazione ha avviato un dialogo con il nuovo Governo per promuovere progetti di sviluppo legati al settore.

Cosa vorresti fare?

X
I Cookies aiutano a migliorare l'esperienza sul sito.
Utilizzando il nostro sito, accetti le condizioni.
Consenti