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Scandalo spionaggio, salta l'ad di Credit Suisse | WeWealth

Scandalo spionaggio, salta l'ad di Credit Suisse

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Tidjane Thiam, amministratore delegato di Credit Suisse, si è dimesso. Il cda ha accettato all'unanimità le dimissioni. Il 14 febbraio si insedierà il nuovo ad, Thomas Gottstein

Lo scandalo-spionaggio continua a farsi sentire. A saltare questo volta è l'amministratore delegato della banca elvetica

Il 14 febbraio si insedierà il nuovo Ad, Thomas Gottstein, attuale numero uno di Credit suisse Svizzera

Salta l'amministratore delegato di Credit Suisse, Tidjane Thiam, dopo lo scandalo spionaggio ai danni di Iqbal Khan, l'ex capo del wealth management di Credit Suisse che era passato a Ubs, la diretta concorrente. Lo scandalo era scoppiato lo scorso settembre quando Khan aveva scoperto uno degli 007 che lo pedinava a passeggio con la moglie. Dalle indagini interne è poi emerso che a ordinare il pedinamento era stato l'allora direttore generale del Credit Suisse, Pierre-Olivier Bouee. Ma non solo, si è anche scoperto che lo spionaggio era una pratica molto diffusa e tra le vittime era finito anche l'ex capo delle risorse umane, Peter Goerke. Lo scandalo nonostante non abbia visto coinvolto direttamente Thiam ha provocato scompiglio, agitazione e si è concluso con le sue dimissioni.
Il rumore mediatico della notizia ha messo sotto pressione l'ad, il presidente, Urs Rohner e gli stessi azionisti. Il primo socio della banca, il fondo americano Harris Associates ha apertamente sostenuto Thiam e chiesto l'uscita di Rohner (così come anche Ethos Foundation, che ha il 3% del capitale). Ma il board di giovedì 6 ha riconfermato la fiducia al presidente fino alla fine del mandato, ad aprile 2021.

Dopo cinque anni al vertice le dimissioni di Thiam sono state accolte unitariamente dal consiglio di amministrazione. Thiam, aveva assunto la carica di Ad nel luglio 2015 come successore di Brady Dougan, uno dei banchieri più pagati al mondo. Ed esce di scena nel peggiore dei modi, a causa dello scandalo del pedinamento ai danni di alcuni dipendenti.“Non ero a conoscenza del pedinamento dei due ex colleghi. Tutto questo ha indubbiamente disturbato Credit Suisse e causato ansia e dolore. Mi spiace che tutto questo sia successo, non avrebbe mai dovuto accadere” si legge dalla nota pubblicata dalla banca elvetica.

Al posto di Thiam il successore è già pronto. Il 14 febbraio arriverà infatti Thomas Gottstein, attuale numero uno di Credit suisse Svizzera.

 

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