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Family office: come gestiscono i grandi patrimoni tra Ue e Usa | WeWealth

Family office: come gestiscono i grandi patrimoni tra Ue e Usa

Rita Annunziata
3.3.2023
Tempo di lettura: 3'
Francesco Fabiani, partner di Alvarium, spiega come cambiano i bisogni delle famiglie facoltose da una parte all’altra dell’Oceano. E qual è il ruolo dei family office

Fabiani: “Le famiglie europee, incluse quelle italiane, hanno una maggiore esigenza di migliorare l’accesso a investimenti illiquidi. Anche se si tratta di un gap che si sta colmando”

Alvarium è un multi family office globale presente in Italia dal 2020, con un focus su famiglie imprenditoriali e grandi gruppi familiari, fondazioni e istituzioni

In Italia, quando si tratta di affari di famiglia, prevale una tendenza a ricercare in una struttura bancaria - o nel proprio commercialista - la soluzione a bisogni di natura finanziaria e non finanziaria. Solo una piccola minoranza di imprenditori dai grandi patrimoni si affida a un family office, diversamente da quanto accade dall’altra parte dell’Oceano Atlantico. Abbiamo intercettato Francesco Fabiani, partner di Alvarium (multi family office globale che lo scorso gennaio, grazie a un’operazione di business combination, si è integrato con il Gruppo Tiedemann e quotato al Nasdaq), per capire come cambiano i bisogni delle famiglie facoltose tra Europa e Stati Uniti. E quali sono gli strumenti a disposizione dei family office per intercettarne le esigenze, anche d’investimento.


Come cambia l’approccio di un family office quando si rivolge a famiglie imprenditoriali provenienti da differenti paesi?

Le problematiche delle famiglie facoltose non variano in maniera radicale da un continente all’altro. C’è sempre una questione relativa all’organizzazione del portafoglio, come migliorare il profilo d’investimento o l’accesso a prodotti finanziari illiquidi; c’è poi l’esigenza del consolidamento dei vari portafogli, come il calcolo dei rendimenti e dei rischi; e infine un aspetto fiscale, legato soprattutto ai trasferimenti intergenerazionali dei diversi patrimoni. Se guardiamo alla clientela anglosassone, ovvero famiglie di stampo o derivazione americana, riscontriamo un maggiore interesse nei confronti degli investimenti impact, che hanno dei risvolti sulle tematiche sociali, l’ambiente, l’inclusione, l’agricoltura e l’accesso a servizi finanziari da parte di soggetti disagiati. Le famiglie europee, incluse quelle italiane, hanno invece tipicamente una maggiore esigenza di migliorare l’accesso a investimenti illiquidi. Anche se si tratta di un gap che si sta colmando. Quanto invece alla parte fiscale, negli Stati Uniti c’è una maggiore dimestichezza nei confronti di strumenti come trust e fondazioni, ad oggi meno utilizzati dalla clientela europea in generale. Anche in Italia stiamo registrando un interesse crescente in tal senso, con una maggiore richiesta di chiarimenti sui vari mezzi di pianificazione generazionale.


A che punto sono le piccole e medie imprese italiane? Quante si affidano a un family office?

Gli ultimi studi hanno dimostrato come il ruolo dei family office a servizio delle famiglie imprenditoriali anglosassoni sia molto superiore rispetto a quello a servizio delle famiglie europee, e italiane in particolare. Noi stiamo osservando una crescente consapevolezza, da parte delle famiglie europee, rispetto al fatto che bisogni complessi (di natura finanziaria ma anche non finanziaria, come quelli relativi alla governance o alla successione) possano essere meglio soddisfatti da un family office piuttosto che da una struttura bancaria. Detto questo, le famiglie italiane che ricorrono a un family office, specie quelli olistici come noi che possano curare tutti questi aspetti in maniera integrata, restano una minoranza. Tipicamente, infatti, tendono ad affidare la parte amministrativa a commercialisti interni all’azienda e la parte finanziaria a una banca, caricando tra l’altro i commercialisti di una supervisione amministrativa anche sull’operato degli istituti di credito. Questo, secondo noi, non è un sistema ottimale. 



Che tipo di servizi offre un family office. E quanto costa accedere a una di queste strutture dedicate ai grandi patrimoni delle famiglie imprenditoriali? 
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Perché dovrebbero rivolgersi a un family office?

Perché seguire un portafoglio di investimenti, avere una visione completa sul rischio insito in portafoglio, sul rendimento e i costi, non è un servizio che può offrire un commercialista. Un family office è in grado di offrire un servizio integrato che risponde sia alla parte finanziaria che alla parte di monitoraggio applicata al portafoglio finanziario sia alla parte legale e fiscale, in un ecosistema composto da professionisti specializzati che sono abituati a lavorare insieme e trattano abitualmente questioni di questo genere.


Come investono le famiglie imprenditoriali con patrimoni importanti da una parte all’altra dell’Oceano?

Tradizionalmente i portafogli anglosassoni vantano una maggiore componente di equity. Invece, i portafogli di una clientela francese o italiana vantano una componente obbligazionaria superiore. A livello di illiquidi, come anticipato, l’esposizione di un portafoglio anglosassone è maggiore rispetto a un portafoglio francese o italiano. Se guardiamo agli strumenti a disposizione, in Svizzera, Inghilterra e America è possibile accedere a una maggiore gamma di investimenti in fondi rispetto all’Italia, perché diversi organismi d’investimento collettivo (tipicamente hedge fund o fondi di private equity) non sono autorizzati al collocamento nel Belpaese. Per gli strumenti quotati, invece, non c’è alcuna differenza.

Giornalista professionista, è laureata in Politiche europee e internazionali. Precedentemente redattrice televisiva per Class Editori e ricercatrice per il Centro di Ricerca “Res Incorrupta” dell’Università Suor Orsola Benincasa. Si occupa di finanza al femminile, sostenibilità e imprese.

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