Scegliere o non scegliere? 4 consigli per evitare il rimpianto

Tempo di lettura: '
Quando ci troviamo di fronte a una scelta, in una condizione di incertezza (quale il futuro del mercato azionario), cosa fare? Attenzione al rimpianto, l'emozione che influenza le decisioni. Ecco quattro suggerimenti pratici per vincere questa paura
“E se poi mi pento della mia scelta?” In finanza comportamentale (ma vale anche per tutti gli altri campi della vita) il  rimpianto è definito come l'emozione che influenza le decisioni.
Accade a tutti. Ad esempio un investitore deve scegliere se investire in un determinato titolo. Il futuro non si può prevedere, al massimo lo si può ipotizzare. E allora il suo consulente finanziario gli propone un paio di scenari possibili. Il primo è favorevole all'investimento: “Secondo il trend degli ultimi mesi, l'economia crescerà ancora e quelle azioni guadagneranno”. Il secondo è sfavorevole all'investimento: “Se però dovesse accadere questa variabile, potremmo andare incontro a un ristagno economico e probabilmente anche a una perdita di valore del capitale”.

L'investitore sembra di fronte alle due pillole del film Matrix: la blu o la rossa? Rischio o non rischio? Mi fido del mercato o ho il timore che prima o poi la tendenza si inverta?

Il risultato? La nostra decisione è influenzata da uno stato emotivo segnato dalla paura del rimpianto. Si chiama “Regret theory” e porta la firma di due studiosi di finanza comportamentale, Graham Loomes e Robert Sugden, che nel 1982, pur lavorando indipendentemente, arrivarono alla stessa conclusione.

La teoria del rimpianto afferma che quando ci troviamo di fronte a una scelta in una condizione di incertezza (quale il futuro del mercato azionario), di fronte a una decisione, tendiamo ad anticipare il rimpianto (di aver fatto la scelta sbagliata tra le due) e quindi incorporiamo nella nostra scelta il desiderio di eliminare o ridurre questa possibilità. Il fatto è che, non essendo il futuro prevedibile, la nostra scelta è irrazionale.

Due tipologie di rimpianto


Le prospettive di rimpianto che potremmo avere sono infatti due, poiché due sono le nostre opzioni: agire o non agire; scegliere o non scegliere; investire o non investire.

Il rimpianto da commissione  è proprio quel rimpianto che deriva per qualcosa che abbiamo fatto, ma che non avremmo dovuto fare. Ad esempio: crediamo che sia bene investire e investiamo, ma poi il titolo scende.

Il  rimpianto da omissione è invece quel rimpianto che deriva per qualcosa che avremmo dovuto fare, ma che non abbiamo fatto. Credevamo che il mercato fosse troppo incerto e abbiamo aspettato, ma in pochi mesi ci accorgiamo che se avessimo investito ci avremmo guadagnato.

La mente umana tende a valutare sempre più doloroso il rimpianto da commissione, perché agendo ci carichiamo di responsabilità reale ed emotive. Quindi, tra i due potenziali rimpianti, si sceglie quello che, al suo verificarsi, ci farebbe stare meno male: il rimpianto da omissione.
È per questo che molte persone faticano a decidere in generale e in questo caso decidere di investire. Molte persone scelgono di non modificare il proprio portafoglio anche quando sarebbe ottimale farlo. Questo atteggiamento conservatore ha delle parti in comune a quello che le neuroscienze chiamano “rimanere nella zona di comfort”.

Quattro consigli pratici per vincere la paura del rimpianto


Come uscire dall'immobilismo e vincere la paura del rimpianto?
Possiamo adottare quattro strategie, il cui scopo è mettere in discussione a livello razionale il nostro ragionamento irrazionale adottato a causa della stessa paura del rimpianto.

Primo consiglio: verifica empirica
Possiamo tenere due liste, da aggiornare di tanto in tanto. Sulla prima annotiamo quegli investimenti fatti che hanno avuto esito favorevole. Sulla seconda annotiamo gli investimenti che hanno avuto esito negativo. Possiamo anche annotare di fianco a ogni scelta a cosa attribuiamo il merito o il demerito del risultato. Possiamo poi discutere delle nostre annotazioni con un esperto di finanza, che ci aiuti a valutare se le nostre percezioni sono fondate.

Secondo consiglio: accettare il rischio (e trarne insegnamento)
Commettere errori, fare qualcosa di sbagliato, sovrastimare o sottostimare una situazione è assolutamente normale. Le variabili in gioco sono parecchie e non è mai possibile sapere tutto. Quando stiamo per investire, accettiamo il fatto che potremmo sbagliare, ma almeno stiamo agendo. Perché se anche sbagliassimo, potremmo poi imparare dai nostri errori e correggere il tiro la volta dopo.

Terzo consiglio: confutare la paura
Decidere di non decidere è pur sempre una decisione. L'immobilismo è una scelta come le altre, ma che rispetto alle altre ha una certezza: ci precluderemo a priori anche la possibilità di guadagno. Per la serie: chi non risica non rosica. E tra l'altro, se non proviamo a fare crescere i nostri risparmi, il tempo e l'inflazione li faranno svalutare.

Quarto consiglio: scegliere e passare oltre
Dopo che è stata fatta una scelta si dovrebbe evitare di reperire informazioni che potrebbero far rimpiangere le decisioni prese; il feedback sulle conseguenze positive di un'alternativa scartata e sulle conseguenze negative dell'opzione scelta può tirare fuori il rimpianto. A tutti è capitato di comprare un oggetto (auto, smartphone, o immobile) e poi andare a controllare se esisteva lo stesso oggetto a un prezzo più basso.
Prendiamo tutto il tempo necessario per decidere, chiediamo consiglio a un esperto; ma dopo che abbiamo scelto, dimentichiamoci dell'investimento e lasciamo che faccia il suo corso.

Superare il dubbio Amletico


“Essere o non essere”, recitava l'Amleto di Shakespeare. Il personaggio incarna, tra le altre cose, anche l'emblema della difficoltà a scegliere. E ci ricorda che anche la non scelta è un problema. Scegliere quindi è importante e possiamo imparare a farlo valutando con attenzione tutti gli elementi in nostro controllo, facendoci consigliare da chi conosce meglio di noi la materia e accettando il rischio come elemento intrinseco e inevitabile della nostra vita, in ogni situazione. In questo modo riusciremo a gestire il rimpianto e imparare ad agire (o restare fermi, se necessario) senza più avere ricadute emotive sulla qualità delle nostre scelte. I “se” e i “ma” non fanno la Storia e usati a posteriori peggiorano solo il nostro umore.
Opinione personale dell’autore
Il presente articolo costituisce e riflette un’opinione e una valutazione personale esclusiva del suo Autore; esso non sostituisce e non si può ritenere equiparabile in alcun modo a una consulenza professionale sul tema oggetto dell'articolo.
WeWealth esercita sugli articoli presenti sul Sito un controllo esclusivamente formale; pertanto, WeWealth non garantisce in alcun modo la loro veridicità e/o accuratezza, e non potrà in alcun modo essere ritenuta responsabile delle opinioni e/o dei contenuti espressi negli articoli dagli Autori e/o delle conseguenze che potrebbero derivare dall’osservare le indicazioni ivi rappresentate.
Ha costituito 15 anni fa una boutique specializzata in formazione e coaching per manager e sportivi. Ha ideato una metodologia che vince le naturali resistenze all’apprendimento di nuovi comportamenti. È anche conosciuto come il fondatore della Domandologia ®. Insegna queste materie, oltre che nelle aziende private, anche presso l’Aeronautica militare italiana.
La redazione vi consiglia altri articoli

Cosa vorresti fare?

X
I Cookies aiutano a migliorare l'esperienza sul sito.
Utilizzando il nostro sito, accetti le condizioni.
Consenti