Pmi, la Legge di Bilancio 2022 proroga il credito d'imposta sulle Ipo

Alberto Battaglia
30.12.2021
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Il Credito di Imposta sui costi di quotazione è stato prorogato per tutto il 2022 con uno stanziamento da 5 milioni di euro

Il Credito d'Imposta, introdotto la prima volta nel 2018, potrà valere fino a 200mila euro

Dal 2017 in avanti, con l'entrata in gioco dei Pir e del Cdi le quotazioni in Borsa delle piccole e medie imprese hanno avuto una decisa accelerazione, ha affermato IR Top Consulting

Con l'approvazione definitiva della Legge di Bilancio 2022, passata alla Camera il 30 dicembre con 355 voti favorevoli 45 contrari, viene prorogato anche il Credito di Imposta sui costi di quotazione (Cdi): uno strumento che, negli ultimi tre anni, aveva incoraggiato la quotazione in Borsa delle Piccole e medie imprese.

La misura, introdotta nell'ultima Legge di Bilancio attraverso un emendamento presentato dalla Lega, prevede la proroga del Cdi per tutto il 2022 con uno stanziamento da 5 milioni di euro. Per le Pmi italiane che si quotano in un mercato regolamentato o in sistemi multilaterali di negoziazione come Euronext Growth Milan (l'ex Aim), viene messo a disposizione un credito d'imposta pari al 50% delle spese di consulenza fino a un massimo di 200mila euro.

Lo ha messo in evidenza IR Top Consulting, leader in Italia proprio nelle consulenze per la quotazione in Borsa delle piccole e medie imprese.

Nel 2018-2021, il Cdi ha rappresentato “la forma di incentivo a favore dell'impresa più adatta al modello di mercato azionario per le sue caratteristiche di immediata comprensione e facilità di implementazione”.

Secondo l'Osservatorio PMI – Equity Capital Markets di IR Top Consulting, la misura ha fornito una spinta significativa per le quotazioni sul mercato Euronext Growth Milan che ha registrato, da gennaio 2018 ad oggi, 122 Ipo. In questo periodo, le Pmi hanno rappresentato circa l'80% delle Ipo complessive.

Nel periodo successivo al 2016, durante il quale sono entrati in gioco i Piani individuali di risparmio e il Credito di Imposta sui costi di quotazione, l'Osservatorio Pmi di IR Top ha ha riscontrato un aumento delle delle società che si sono quotate del 126%, da 77 a 174 unità e “incrementando l'eterogeneità settoriale e territoriale delle Pmi quotate”.

Parallelamente, la capitalizzazione è cresciuta è cresciuta del 293%, passando da 2,9 miliardi di euro a 11,4 miliardi di euro. Infine, per le 144 società quotate al 1° giugno 2021 il giro d'affari complessivo nell'anno fiscale 2020 delle è pari a 4,9 miliardi di euro (3,5 miliardi di euro nell'anno fiscale 2015 per le società quotate al 31 dicembre 2016).
“La quotazione si configura come lo strumento finanziario più efficace per raccogliere capitale in equity a sostegno di tutte le società che vogliono svilupparsi in Italia e all'estero e ampliare la propria quota di mercato, investendo in innovazione e tecnologia”, ha commentato Anna Lambiase, Ceo di IR Top Consulting, “le oltre 230 quotate sul listino hanno raccolto capitali privati per oltre 4,7 miliardi di euro in Ipo. Il governo, attraverso lo stanziamento di 5 milioni di euro permetterà al nostro Paese di proseguire il percorso di transizione Equity delle Pmi favorendo l'incontro tra domanda e offerta di capitali growth”.

“Nel nostro ruolo di advisor finanziario stiamo assistendo ad una domanda in fortissima crescita da parte di nuove Pmi per la valutazione dei requisiti di quotabilità”, ha concluso Lambiase, “affiancando nel percorso di Ipo società appartenenti a settori tradizionali quali l'industriale e la finanza e innovativi come la medicina alternativa e le tecnologie applicate alla sostenibilità”.
Responsabile per l'area macroeonomica e assicurativa. Giornalista professionista, è laureato in Linguaggi dei media e diplomato in Giornalismo all'Università Cattolica
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