Nella Trieste di illy, dove si produce il caffè più buono del mondo

Laura Magna
Laura Magna
4.10.2023
Tempo di lettura: 3'
Un'azienda che non ha bisogno di grandi presentazioni: uno dei marchi più noti al mondo, un produttore centenario, sostenibile, innovativo. Ecco come ha gestito i passaggi generazionali e come è rimasta fedele al suo territorio, nonostante l’espansione internazionale, nelle parole del presidente Andrea

“Trieste è una città cosmopolita, un gioiello al pari delle città d’arte italiane, rappresentativa del Made in Italy, che si contraddistingue per il bello, buono e ben fatto, valori fondanti anche di illycaffè”. Un legame inscindibile quello tra il più noto marchio di caffè italiano nel mondo e la sua città: un legame che a We Wealth viene raccontato dalla viva voce di Andrea Illy. presidente illycaffè e co-chair Regenerative Society Foundation.“Il caffè, che fu portato in Europa dai turchi tramite due città chiave, Venezia e Vienna. In virtù dei suoi legami culturali ed economici con queste due città e grazie all’importanza strategica del porto, oggi Trieste viene considerata capitale di levatura mondiale del caffè, con un indotto che comprende la torrefazione, i servizi ad essa collegati, la decaffeinizzazione, i prodotti complementari come le macchine da caffè e la ricerca scientifica. Oggi il caffè è uno dei beni più globali del mondo. Noi siamo presenti in 140 mercati esteri ma manteniamo anche oggi, a 90 anni dalla fondazione, uno stretto legame con la città: nel 1999 abbiamo creato l'Università del caffè, con l’obiettivo di promuovere e diffondere la cultura del caffè di qualità, che oggi conta sedi in tutto il mondo”. E mentre prosegue l’espansione sui mercati internazionali, illycaffè continuai a investire sul territorio, con l’ampliamento del sito produttivo e logistico di Trieste.

Il caffè più buono del mondo

Nata con il sogno di offrire il caffè migliore del mondo l'azienda ha affrontato con successo due passaggi generazionali con una strategia molto chiara. “illycaffè porta da sempre il cognome della nostra famiglia e il mio impegno, assieme ai miei fratelli, è mantenere il controllo della nostra azienda anche nei prossimi anni. Non intendiamo rinunciare a questo valore”, afferma Andrea. “In tal senso, va detto che la nostra è un'azienda globale che ha saputo aprirsi a risorse esterne alla famiglia. Ha infatti un capitale aperto - nel 2021 Rhône Capital è entrato nel capitale di illycaffè con una quota di minoranza per accompagnare l’azienda nel percorso di crescita internazionale - una governance indipendente, e manager esterni, alla cui guida dal 2022 c’è Cristina Scocchia. Il consiglio di amministrazione di alta qualità professionale garantisce autonomia alle scelte aziendali all'altezza delle sfide. Il modello della illycaffè è dunque quello di una "world class organization”, che unisce il meglio dell'attività familiare e manageriale. Come famiglia, agiamo come garante di coerenza e continuità”.


Una storia di famiglia

Coerenza e continuità rispetto al sogno coltivato da nonno Francesco che la fondò nel 1933. “Eccellenza ed etica sono stati i suoi valori fondamentali nella vita. Pensava a illycaffè come a un'istituzione sociale che avrebbe offerto il miglior caffè possibile e si sarebbe presa cura di tutti i suoi stakeholder, operando con un impegno di trasparenza, sostenibilità e continua crescita personale e organizzativa. Dopo 90 anni continuiamo a coltivare questo sogno, alimentato dalla cura e la coerenza in ciò che facciamo, perché solo così si ottengono miglioramenti in termini di materie prime, rapporti con i fornitori, tecnologia, innovazione. Il nostro obiettivo è migliorare la vita dei nostri consumatori, clienti, dipendenti, fornitori”. Una filosofia che ha portato a una crescita importante a bilancio. Il primo semestre dell’anno ha visto ricavi in crescita in tutti i mercati (e soprattutto in Usa, +16%), la stipula di un nuovo accordo di distribuzione in Cina e la redditività in aumento a doppia cifra (+21%). Il caffè illy è commercializzato in 140 Paesi, in tutti e 5 i continenti, ed è servito in più di 100.000 esercizi pubblici. Nel 2022 il gruppo, che impiega 1230 persone nei due stabilimenti di Trieste e Milano e nelle dodici sedi commerciali estere, ha realizzato un fatturato consolidato di 567,7 milioni di euro. L’export ha un giro d’affari pari al 65% delle vendite totali.


Il futuro del caffè

“Sono solito dire che abbiamo una missione, una passione e un'ossessione – prosegue Andrea - La missione è per i nostri clienti. La passione per la nostra cultura del bello, buono e ben fatto. E l'ossessione è la qualità. Abbiamo un marchio forte: secondo la classifica dei marchi più amati del 2022 illycaffè è al secondo posto a livello mondiale. In illycaffè si pone grande attenzione alla scienza e alla ricerca applicata alla materia prima e a tutti i processi produttivi, dalla selezione alla trasformazione, tanto che molte delle innovazioni che hanno segnato la storia del caffè sono nate in casa illy. Dal 2013 la nostra azienda è nell'elenco delle aziende più etiche del mondo. Nel 2019 ha rafforzato il suo impegno a perseguire un modello di business sostenibile che integri l'interesse delle persone con quello dell'ambiente, adottando lo status di Società Benefit e inserendo questo impegno nel proprio statuto”. E non solo. Nel 2021 illycaffè è stata la prima azienda italiana del settore a ottenere la certificazione internazionale come B Corp, come risultato del suo impegno a rispettare i più alti standard di performance sociale e ambientale. Dal 2016, attraverso l'"Ernesto Illy International Coffee Award", l'azienda celebra i coltivatori di caffè suoi partner, che hanno prodotto i migliori caffè del mondo.

illycaffè produce e vende in tutto il mondo un unico blend di caffè di alta qualità composto da nove tipi di pura Arabica. Dall’equilibrio di questi ingredienti – che l’azienda acquista direttamente dai coltivatori di Sud America, America Centrale e Africa – nasce l’aroma illy, sempre costante, in ogni tazzina, in qualsiasi parte del mondo la si beva. Ogni giorno nel mondo vengono serviti più di 8 milioni di caffè preparati con il blend illy, destinato ai settori HoReCa (hotel, restaurant, café), al consumo a casa, in ufficio e on the go; a seconda dei canali è disponibile in barattolo (grani o macinato), in capsule o in cialde”.


Filiera sostenibile dal chicco alla tazzina

Illy si distingue per un modello di filiera sostenibile dal chicco di caffè alla tazzina: “Se l’azienda vuole fare il miglior caffè che esista, deve puntare al valore. Non si può essere leader di qualità senza essere leader di sostenibilità. Le aziende non possono più ignorare questo aspetto, ne va della loro business continuity”, dice il presidente. E illycaffè dà seguito a questa idea con i fatti: “Siamo infatti impegnati nel percorso per diventare neutrali dal punto di vista delle emissioni di carbonio entro il 2033 - anno del nostro centenario - grazie alle energie rinnovabili e alla circolarità. Stiamo avviando diversi progetti per ridurre il nostro consumo energetico. Il nostro principale impianto di produzione a Trieste è già privo di emissioni perché alimentato al 100% con energia rinnovabile e stiamo implementando lo stesso negli altri siti. Per quanto riguarda gli imballaggi, adottiamo un approccio di economia circolare perché le nostre lattine sono in metallo, che può essere facilmente separato e riciclato all’infinito. Per quanto riguarda la coltivazione, promuoviamo la pratica dell'agricoltura rigenerativa, pagando i produttori con salari superiori alla media e informandoli su come rigenerare i loro terreni attraverso l'arricchimento di carbonio organico e la conservazione della biodiversità. Collaboriamo con due piantagioni sperimentali - una in Etiopia e una in Guatemala - dove gli agricoltori ruotano le colture, arricchiscono il terreno con compost e biochar, riducono al minimo l'uso di fertilizzanti minerali, pesticidi ed erbicidi, con l'obiettivo di operare in modo neutro o negativo dal punto di vista delle emissioni”.

 

Giornalista professionista dal 2002, una laurea in Scienze della Comunicazione con una tesi sull'intelligenza artificiale e un master della Luiss in Giornalismo e Comunicazione di Impresa. Scrivo di macroeconomia, mercato italiano e globale, investimenti e risparmio gestito, storie di aziende. Ho lavorato per Il Mattino di Napoli; RaiNews24 e la Reuters a Roma; poi Borsa&Finanza, il Mondo e Plus24 a Milano. Oggi mi occupo del coordinamento del Magazine We Wealth (e di quello di tre figli tra infanzia e adolescenza). Collaboro anche con MF Milano Finanza.

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