Mps: raccolta gestita a -14,4% in 9 mesi, in uscita 4.000 dipendenti

Rita Annunziata
11.11.2022
Tempo di lettura: 3'
Mps approva i risultati consolidati al 30 settembre. Raccolta indiretta a 91,5 miliardi. Lovaglio rassicura: “In anticipo sugli obiettivi del piano”

La raccolta indiretta si attesta sui 91,5 miliardi di euro. Un dato in calo di 1,6 miliardi rispetto a giugno per effetto di una riduzione di entrambe le componenti del risparmio gestito (-0,9 miliardi) e del risparmio amministrato (-0,7 miliardi)

L’utile netto, esclusi i costi di ristrutturazione per esodi, si attesta sui 565 milioni di euro sostenuto da un risultato ante imposte per 150 milioni e un positivo impatto delle tasse per 415 milioni

Lovaglio: “Prevediamo di raggiungere in anticipo gli obiettivi del piano. Guardiamo al futuro sempre più convinti che Mps diventerà una banca trasparente e semplice, in grado di generare un utile ante imposte di 700 milioni entro il 2026”

Dopo aver concluso il maxi-aumento di capitale dal 2,5 miliardi, Mps alza il velo sui risultati consolidati al 30 settembre. La raccolta indiretta si attesta sui 91,5 miliardi di euro, in calo di 12,9 miliardi rispetto a fine 2021. Per il risparmio gestito si parla di un rosso da 0,9 miliardi. Un risultato, spiega il ceo Luigi Lovaglio in conference call con gli analisti finanziari, influenzato “dalla volatilità di mercato”. E che si inserisce in un percorso che ha visto Rocca Salimbeni “cominciare un nuovo capitolo” della propria vita.


Restando sugli aggregati patrimoniali di gruppo, in nove mesi i volumi di raccolta diretta hanno raggiunto gli 83,8 miliardi di euro, in calo rispetto al primo semestre di -0,5 miliardi; complice la contrazione dei depositi vincolati (-0,5 miliardi di euro) e delle obbligazioni (-0,7 miliardi) in parte compensata dalla crescita dei conti correnti di +0,4 miliardi e delle altre forme di raccolta per ulteriori +0,3 miliardi. La raccolta indiretta, come anticipato, risulta pari a 91,5 miliardi. Un dato in calo di 1,6 miliardi rispetto a giugno per effetto di una riduzione di entrambe le componenti del risparmio gestito (-0,9 miliardi) e del risparmio amministrato (-0,7 miliardi). Se si considera invece il confronto con il 31 dicembre 2021, si parla di una contrazione della raccolta diretta di 12,9 miliardi, di cui -7,3 miliardi di raccolta gestita e -5,7 miliardi di raccolta amministrata. I finanziamenti alla clientela, in questo contesto, si portano sui 77,9 miliardi di euro (-0,7 miliardi rispetto a giugno 2022). La percentuale di copertura di crediti deteriorati si attesta al 53,6%, in crescita rispetto al 51,8% di giugno. Le attività in titoli del gruppo toccano i 19,8 miliardi di euro, in calo di -2,5 miliardi su giugno.


Mps, margine d’interesse in 9 mesi al +15,7%

Passando invece ai principali risultati di conto economico, al 30 settembre 2022 si registrano ricavi complessivi per 2.248 milioni di euro, in leggera contrazione rispetto allo stesso periodo dello scorso anno (-0,5%). Il margine d’interesse si attesta sui 1.040 milioni di euro, in crescita invece del +15,7% sui primi nove mesi del 2021 “con un contributo notevole del terzo trimestre”, ha precisato Lovaglio, periodo in cui “è cresciuto del +12,7% trimestre su trimestre e del +21,2% rispetto allo stesso periodo del 2021”. Le commissioni nette, pari a 1.055 milioni, risultano in calo del -5,2% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Una flessione, si legge nella nota diffusa da Montepaschi, riconducibile “ai minori proventi sulla gestione del risparmio (-11,6%), principalmente per le minori commissioni sul collocamento prodotti”. Gli oneri operativi toccano i 1.592 milioni di euro, con spese del personale pari a 1.067 milioni, altre spese amministrative pari a 394 milioni e rettifiche di valore nette su attività materiali e immateriali per 132 milioni. Di conseguenza, il risultato operativo lordo del gruppo si attesta sui 656 milioni di euro, di cui 202 milioni relativi solo al terzo trimestre. L’utile netto, esclusi i costi di ristrutturazione per esodi, si porta sui 565 milioni di euro sostenuto da un risultato ante imposte per 150 milioni e un positivo impatto delle tasse per 415 milioni.


Mps, Lovaglio: “In uscita il 20% del personale”

“Sono molto soddisfatto perché abbiamo cominciato un nuovo capitolo nella vita di una delle banche più antiche del mondo”, ha dichiarato Lovaglio in apertura dell’incontro. “Ad agosto vi avevo detto che stavamo lavorando all’implementazione del piano a pieno regime e oggi possiamo dire che abbiamo già raggiunto il milestone più importante: un aumento di 2,5 miliardi che permette alla banca di ridurre i costi e trovarsi nella posizione di sfruttare il suo più grande potenziale nei prossimi trimestri. E possiamo cominciare questa nuova epoca avendo già contabilizzato 125 milioni di costi di ristrutturazione, aprendo la strada a un futuro di risultati sempre migliori”. Mps, ha aggiunto, sta implementando intanto il piano d’azione per l’ottimizzazione della forza lavoro. A partire dal 1° dicembre 2022, oltre 4.000 dipendenti (il 20% del personale attuale) lasceranno la banca. Il che, ha precisato l’amministratore delegato, consentirà di ottenere risparmi per circa 300 milioni di euro. “Sin dall’inizio abbiamo lavorato per mettere in campo un piano commerciale e operativo adeguato, quindi non prevediamo alcun impatto negativo sui nostri clienti”, ha rassicurato Lovaglio. In questo contesto, ha concluso, si apre lo spazio per prevedere un anticipo della distribuzione dei dividendi con l’utile netto del 2024. “Prevediamo inoltre di raggiungere in anticipo gli obiettivi del piano. Guardiamo al futuro sempre più convinti che Mps diventerà una banca trasparente e semplice, in grado di generare un utile ante imposte di 700 milioni entro il 2026, facendo forza anche su un marchio storico. Ci troviamo di fronte a una svolta nella vita di Mps e crediamo che il meglio debba ancora arrivare”.

Giornalista professionista, è laureata in Politiche europee e internazionali. Precedentemente redattrice televisiva per Class Editori e ricercatrice per il Centro di Ricerca “Res Incorrupta” dell’Università Suor Orsola Benincasa. Si occupa di finanza al femminile, sostenibilità e imprese.

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