Donne nei board, il wealth management arretra

Rita Annunziata
9.1.2023
Tempo di lettura: 3'
La diversitĂ  di genere nei board influenza in modo significativo la costruzione del portafoglio del 44% degli investitori europei. Ma i progressi appaiono ancora lenti. Specie nel wealth e asset management

Le donne rappresentano il 43% dei consigli di amministrazione di banche e assicurazioni; quando si parla di wealth e asset management tale percentuale si attesta al 40%

Omar Ali, managing partner di EY Emeia financial services: “Le aziende più avanzate stanno anticipando l’evoluzione normativa e considerando la diversity una priorità strategica”

Le più grandi società europee di servizi finanziari stanno adottando misure proattive a favore dell’uguaglianza di genere, contribuendo a scalfire quel soffitto di cristallo che fino a oggi ha precluso l’accesso delle donne ai vertici. Una mossa che accoglie le istanze del 44% degli investitori, che dichiara come la diversity nei consigli di amministrazione influenzi in modo significativo le loro decisioni di investire in una società piuttosto che in un’altra. Eppure, se la rappresentanza femminile si attesta al 43% dei consigli di amministrazione di banche e assicurazioni, quando si parla di wealth e asset management i progressi appaiono più lenti.


Secondo l’ultimo EY european financial services boardroom monitor, nei consigli di amministrazione del wealth e asset management la ripartizione tra i due sessi si blocca al 40% di donne contro il 60% di uomini (arretrando rispetto al 41% di giugno 2022). Mediamente, si registra invece un 42% di donne nei board delle societĂ  di servizi finanziari europee a fronte di un 58% di uomini, in crescita rispetto al 37% della rilevazione precedente. L’etĂ  media delle consigliere è di 57 anni, che si confronta con i 60 anni dei colleghi uomini. Ma è meno probabile che abbiano ricoperto precedentemente ruoli di c-suite (termine che indica le cariche piĂą alte all'interno della societĂ  che solitamente iniziano con la lettera “c”, come chief executive officer, chief financial officer, chief operating officer e chief information officer, ndr), ovvero il 51% a fronte del 62% degli uomini.


 

Fonte: EY european financial services boardroom monitor


“Le aziende più avanzate stanno anticipando l’evoluzione normativa e considerando la diversità una priorità strategica, comprendendo che opinioni, background ed esperienze più diversificate consentono di costruire consigli di amministrazione più efficaci”, osserva Omar Ali, managing partner di EY Emeia financial services. “I partecipanti all’indagine hanno chiarito come misure proattive per migliorare la diversità di genere a livello di board guidino le loro strategie di nomina”, aggiunge. Oltre ad aumentare la rappresentanza femminile nei Cda, spiega, i presidenti delle più grandi società europee di servizi finanziari stanno dando priorità anche alla diversità culturale e all’esperienza internazionale “per riflettere la crescente complessità delle operazioni transfrontaliere”.


Wealth e asset management in ritardo anche sul green

Lo stesso non si può dire delle competenze in materia di sostenibilità, sebbene il 51% degli investitori ritenga che l’esperienza dei board su questo fronte rivesta un ruolo “significativo” nel rendere una società un investimento interessante e il 22% parli di un ruolo “altamente significativo”. Solo il 32% delle aziende vanta infatti attualmente consiglieri di amministrazione con un’esperienza professionale o una competenza in materia di sostenibilità, un dato comunque in crescita rispetto al 19% di giugno 2022. Anche in questo caso le società di wealth e asset management appaiono in ritardo: se il 43% dei board delle banche include persone con un background in materia di sostenibilità (9 punti percentuali in più rispetto alla precedente rilevazione), per wealth e asset management si parla del 32% (dall’11% di giugno) e per le assicurazioni del 17% (dal 4% di giugno). In questo contesto, le donne che siedono nei consigli di amministrazione della finanza europea hanno molte più probabilità di vantare un’esperienza professionale nel campo della sostenibilità rispetto ai colleghi uomini, vale a dire il 72% contro il 28%.


 

Fonte: EY european financial services boardroom monitor

Giornalista professionista, è laureata in Politiche europee e internazionali. Precedentemente redattrice televisiva per Class Editori e ricercatrice per il Centro di Ricerca “Res Incorrupta” dell’Università Suor Orsola Benincasa. Si occupa di finanza al femminile, sostenibilità e imprese.

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