Dalla scuola finlandese all’impresa: 5 regole per i leader d’azienda

Tempo di lettura: 3'
La scuola di Chiari copia la scuola finlandese: un modello anche per i leader in azienda. Ecco i cinque insegnamenti da apprendere

I ragazzi sono il nostro futuro e la scuola ha un ruolo fondamentale nella loro formazione. Per questo le metodologie di insegnamento sono sempre al centro di grandi dibattiti. Qual è la migliore? Come adattare la scuola all’evolversi della società? Tra i diversi modelli, sembra che quelli scandinavi siano precursori di un nuovo stile e, per questo, considerati attualmente i migliori. Tant’è che anche in Italia una scuola di Chiari ha deciso di adottare la stessa metodologia scolastica tipica degli istituti finlandesi. Ebbene, la cosa interessante è che alcune delle caratteristiche educative del modello finnico possono essere applicabili anche nel mondo aziendale, soprattutto da quei manager che vogliono tirare fuori il meglio dai propri collaboratori. 


5 caratteristiche delle scuole finlandesi che possono essere traslate nel mondo imprenditoriale 

1) Sviluppare il senso di appartenenza

In Finlandia non esiste la divisione tra scuole private e pubbliche, tradizionali o speciali. Esiste un unico sistema scolastico che ha lo scopo di rendere l’educazione uniforme, dando a tutti accesso alla massima qualità scolastica possibile. E così il figlio dell’autista del bus può trovarsi in classe con il figlio del primo ministro. 

Traslato nel mondo aziendale → Le aziende più evolute rendono partecipe tutto il personale della mission aziendale e degli obiettivi annuali in modo chiaro, attraverso riunioni, incontri ed eventi di team building dove tutti – dal manager all’usciere – si sentono parte di un grande gruppo.


2) Stimolare il dialogo interno 

La scuola finlandese può essere chiamata la scuola della domanda. Infatti viene privilegiata la capacità di fare domande a quella di dare risposte pre-confezionate. L’ascolto e l’osservazione del docente prevalgono sul suo intervento diretto. 

In azienda → Un buon leader ascolta sempre il feedback ricevuto dai suoi collaboratori, i quali potrebbero trovare dei bug all’interno di un processo aziendale consolidato. Le domande fatte dal manager e l’intervento degli stessi collaboratori diventano quindi una risorsa preziosa per migliorare alcuni processi. Nulla è dato per scontato o per immutabile. 


3) Offrire una formazione personalizzata 

Nella scuola finlandese il concetto di classe è superato da tempo e si lavora per gruppi e sottogruppi di apprendimento dove ogni studente può trovare ciò di cui ha più bisogno: un approfondimento, un recupero o lo sviluppo di un particolare talento. Questo sistema favorisce l’inclusione e lo sviluppo delle competenze sociali. 

Traslato in azienda → Lavorare per obiettivi è sicuramente il modo più efficace per un’azienda. Stabilire gli obiettivi significa anche capire a priori le risorse che servono per realizzarli. E nel caso in cui qualche dipendente abbia bisogno di sviluppare determinate competenze specifiche per conseguire uno specifico obiettivo, allora l’azienda deve essere in grado di fornirgli una formazione ad hoc, magari facendolo partecipare a un corso di aggiornamento. Insomma deve prevalere il fatto che ognuno ha un bisogno diverso, piuttosto che tutti quelli che fanno un certo lavoro hanno lo stesso bisogno. Con questa logica “persona-centrica” nei paesi anglosassoni il coaching è un supporto che si dà a tutti (e non ha quelli che hanno problemi), ma ovviamente il contenuto del percorso è diverso per ciascuno. 


4) Responsabilizzare il singolo 

Gli insegnanti finlandesi non valutano gli studenti con un “numero” a 1 a 10, ma esprimono un giudizio a partire dall’osservazione delle singole abilità di uno studente e di come questo le abbia applicate: è migliorato durante l’anno? Ha espresso al massimo il suo potenziale? 

Traslato in azienda → Un buon leader sa che ogni suo collaboratore è diverso e così si impegna per conoscere le qualità e i talenti dei singoli al fine di dare a ciascuno il giusto posto e il giusto ruolo. Questo permetterà al collaboratore di essere soddisfatto del ruolo che ricopre (poiché in linea con i suoi talenti e interessi) e di conseguenza per lui sarà anche più facile ottenere performance migliori. 


5) Riconoscere le difficoltà e affrontarle 

L’insegnante di sostegno “fisso” in Finlandia è unico al mondo: si basa sul riconoscimento delle reali difficoltà di apprendimento e sulla loro prevenzione. Affianco ai docenti, nell’apparato scolastico lavorano anche psicologi, medici, consulenti, assistenti sociali e altre figure. 

Traslato in azienda → Anche in azienda possono sorgere difficoltà, per il singolo o all’interno del gruppo. Un buon leader non mette la testa sotto la sabbia ma cerca di intervenire tempestivamente e arrivare dritto alle cause del problema. Se necessario, si fa aiutare da un esperto, ad esempio un business coach che lavorerà sullo sviluppo del potenziale umano. Questi sono solo alcuni spunti per provare a ripensare l’organizzazione interna della propria azienda mettendo al centro i collaboratori e offrendo a loro l’ambiente migliore e gli strumenti più adatti per stare bene in azienda e conseguentemente performare meglio. Sarà un win-win per loro, per i capi e per l’azienda.


Vuoi sapere di più su domandologia e coaching? 

Scoprilo qui:

https://www.giovannicozza.it/top-business-coaching/


---


LE OPPORTUNITÀ PER TE. Quali sono le migliori aziende in cui lavorare in Italia? Come superare le difficoltà?/span> Gli advisor selezionati da We Wealth possono aiutarti a trovare le risposte che cerchi. RICHIEDI LA TUA CONSULENZA GRATUITA

Opinione personale dell’autore
Il presente articolo costituisce e riflette un’opinione e una valutazione personale esclusiva del suo Autore; esso non sostituisce e non si può ritenere equiparabile in alcun modo a una consulenza professionale sul tema oggetto dell'articolo.
WeWealth esercita sugli articoli presenti sul Sito un controllo esclusivamente formale; pertanto, WeWealth non garantisce in alcun modo la loro veridicità e/o accuratezza, e non potrà in alcun modo essere ritenuta responsabile delle opinioni e/o dei contenuti espressi negli articoli dagli Autori e/o delle conseguenze che potrebbero derivare dall’osservare le indicazioni ivi rappresentate.
Ha costituito 15 anni fa una boutique specializzata in formazione e coaching per manager e sportivi. Ha ideato una metodologia che vince le naturali resistenze all’apprendimento di nuovi comportamenti. È anche conosciuto come il fondatore della Domandologia ®. Insegna queste materie, oltre che nelle aziende private, anche presso l’Aeronautica militare italiana.

Cosa vorresti fare?