Come creare un'azienda di successo: le 8 lezioni di Del Vecchio

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Con la scomparsa di Leonardo Del Vecchio viene meno uno dei maggiori imprenditori italiani. Ripercorriamo alcune fasi della sua vita per trarre gli insegnamenti su come creare un'azienda di successo
È notizia recente la scomparsa di Leonardo Del Vecchio, fondatore e presidente di Luxottica. Del Vecchio aveva 87 anni ed era il secondo uomo più ricco d'Italia - dopo Giovanni Ferrero, il “papà” della Nutella - nonché il 62° al mondo.
E allora onoriamo il ricordo di quest'uomo ripercorrendo alcune fasi della sua vita per trarre insegnamento dalla sua bravura di imprenditore.
Con Luxottica (oggi EssilorLuxottica, dopo la fusione con il gruppo francese che produce lenti a contatto), Del Vecchio ha saputo creare un'azienda che oggi vale 66 miliardi di capitalizzazione e 14 miliardi di fatturato l'anno.

Quali sono gli elementi che hanno contribuito a fare grande e longeva la sua azienda?
E quali sono i fattori di successo che possono fare la differenza in ogni impresa?

Regola 1: tutti possono farcela


La prima regola riguarda l'atteggiamento mentale. La storia di Del Vecchio, come quella di tanti illustri imprenditori di successo, ci dimostra che per creare ricchezza non serve nascere con la camicia, ma avere una mentalità vincente. E tutti possono farcela. Del Vecchio rimase orfano di padre prima ancora di essere nato. Quando sua madre era ancora in dolce attesa, il papà di Leonardo morì di una polmonite fulminante. E così, quando il bimbo ebbe appena 7 anni, fu affidato dalla madre all'orfanotrofio Martinitt. Ci restò fino ai 14 anni. Fu qui che iniziò a lavorare come garzone nella bottega di un incisore e a imparare le regole del lavoro.

Regola 2: concentrarsi su ciò che funziona


A 23 anni, Del Vecchio aveva già moglie e due figli e fu allora che aprì un suo piccolo laboratorio di stampi industriali, a Milano. “Tra le minuterie metalliche, le parti degli occhiali erano quelle che mi davano maggiore profitto, e così abbandonai le altre componenti e scelsi di concentrarmi su tutto ciò che faceva parte dell'occhiale”, disse in una intervista rilasciata al Corriere della Sera.
La seconda regola è quindi concentrarsi su ciò che funziona. Il rinomato “Principio di Pareto” afferma che il 20% delle cause produce l'80% degli effetti. In tutti gli ambiti. In un'azienda, il 20% dei prodotti genera l'80% dei risultati. In un processo creativo, il 20% del tempo è impiegato per definire l'80% di ciò a cui si sta lavorando, e il restante 80% del tempo serve a migliorare del 20% quello che si è già fatto. Concentrarsi su ciò che funziona aiuta a raggiungere risultati migliori in un tempo più breve.

Regola 3: attenzione ai collaboratori


Spesso Del Vecchio ha raccontato quanto sia stata formativa per lui la vita in collegio. “Stavo bene, mi hanno insegnato le regole e dato un lavoro. E poi l'azienda è diventata la mia famiglia. Solo adesso mi rendo conto che dedicando tutto me stesso alla fabbrica, ai miei collaboratori - perché ci tengo veramente - ho rispetto del lavoro e delle persone”.
L'attenzione ai collaboratori è fondamentale in azienda. L'azienda non deve essere vista come qualcosa che appartiene al suo fondatore, ma come un progetto comune al quale partecipano tutti, collaboratori e impiegati. Far sentire i propri dipendenti parte di un progetto li motiva e fa in modo che ciascuno dia il meglio di sé per una causa nella quale crede in prima persona.

Regola 4: obiettivi chiari


Luxottica nacque nel 1961 ad Agordò, un piccolo paesino ai piedi delle Dolomiti. Nei primi anni lo stabilimento produceva occhiali e minuterie per conto terzi, ma fin da subito Del Vecchio aveva chiaro l'obiettivo a cui voleva arrivare: gestire l'intero processo produttivo e produrre occhiali propri. Ci impiegò dieci anni. Nel 1971, Luxottica presentò la sua prima collezione di occhiali alla Mostra Internazionale dell'Ottica di Milano. Quei dieci anni servirono ad acquisire l'esperienza per fare il salto nel modo migliore. E difatti i primi dieci modelli della collezione ebbero un grande successo. Un obiettivo è ben definito quando è misurabile e controllabile in passaggi da raggiungere passo dopo passo, anno dopo anno.

Regola 5: avere una visione sul lungo periodo


Quando il successo sul mercato italiano era ormai riconosciuto, Del Vecchio non si sedette sugli allori. Il successo è sempre momentaneo e per durare nel tempo serve evolvere e crescere continuamente. Per questo occorre una visione sul lungo periodo. Quella di Luxottica prevedeva di internazionalizzare il gruppo. Nel 1981 si aprì al mercato tedesco, poi a quello americano, con l'acquisizione di Avant-Grand Optics, uno dei maggiori distributori dell'epoca. La strategia di crescita di Luxottica era fondata sull'acquisizione di distributori indipendenti,l'apertura di filiali e la creazione di joint-venture. E fu così che negli anni Luxottica riuscì a crescere così tanto da acquistare addirittura marchi celebri come Vogue Eyewear (1990), Persol (1995), Ray-Ban (1999) e Oakley (2007).

Regola 6: stringere partnership


Qualsiasi sia l'obiettivo di un'azienda, è utopico pensare che lo si possa raggiungere con le proprie forze. Le collaborazioni sono fondamentali, perché ogni partner commerciale può svolgere al meglio il compito per il quale è più preparato, portando un valore aggiunto. L'unione fa sempre la forza e per Del Vecchio questo è sempre stato chiaro.

Regola 7: innovarsi e predire i tempi


I tempi cambiano, i costumi cambiano, le persone hanno nuove esigenze e il mercato si evolve. Anche il migliore dei prodotti col tempo può diventare obsoleto. E allora è importante innovarsi, e magari essere i primi a proporre il cambiamento, al punto da esser precursori dei tempi. Luxottica ci è riuscita molto bene quando, nel 1988, firmò l'accordo di licenza con Giorgio Armani e cambiò il concetto di occhiale che, da strumento di correzione della vista, diventò anche accessorio di moda. Negli anni Del Vecchio collaborò con i migliori stilisti. Dopo Armani, sono seguiti anche Prada e Versace.

Regola 8: rendere l'azienda autonoma


Il primo compito di un imprenditore è quello di rendersi inutile per la sua azienda. Questo mantra viene insegnato in tutti i corsi di gestione aziendale. Un capo che accentra ogni decisione su di sé non fa altro che limitare la propria azienda: non può nemmeno permettersi di andare in vacanza, che l'azienda sarà bloccata. La strada da seguire è invece quella di delegare, circondarsi di persone fidate e automatizzare i processi. Del Vecchio si godette gli ultimi anni di vita osservando da fuori la sua azienda. E oggi che lui non c'è più, Luxottica è una realtà forte tanto quanto prima. Al punto che oggi Mark Zuckerberg ha scelto EssilorLuxottica per produrre gli occhiali che si useranno nel suo Metaverso.

Quali di questi punti non sono ancora messo in atto nella azienda in cui lavoriamo?
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Ha costituito 15 anni fa una boutique specializzata in formazione e coaching per manager e sportivi. Ha ideato una metodologia che vince le naturali resistenze all’apprendimento di nuovi comportamenti. È anche conosciuto come il fondatore della Domandologia ®. Insegna queste materie, oltre che nelle aziende private, anche presso l’Aeronautica militare italiana.
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