Clima, per le banche ricavi fino a 100 miliardi annui. Come sbloccarli

Rita Annunziata
2.12.2022
Tempo di lettura: 3'
Secondo McKinsey la finanza climatica potrebbe sbloccare per le banche ricavi fino a 100 miliardi annui entro il 2030. Ecco come. E quali sono le altre azioni che dovrebbero mettere in campo per fronteggiare l’attuale contesto di volatilità

Il fabbisogno finanziario della transizione verso un’economia a zero emissioni potrebbe superare i 4.400 miliardi di dollari all’anno entro il 2030

McKinsey: “Le banche retail dovrebbero fornire soluzioni di finanziamento per l’adeguamento di elettrodomestici o l’installazione di pannelli solari”

Prima la pandemia. Poi l’inflazione, la guerra russo-ucraina, l’aumento dei tassi d’interesse, le strozzature nelle catene di approvvigionamento. Per le banche, come analizzato nella nuova Global banking annual review di McKinsey, la combinazione tra volatilità macroeconomica e perturbazione geopolitica ha posto fine nell’ultimo anno a oltre un decennio di relativa stabilità. Imponendo una revisione dei modelli di business, anche in chiave sostenibile.


Stando alle stime della società internazionale di consulenza manageriale, il fabbisogno finanziario della transizione verso un’economia a zero emissioni potrebbe superare i 4.400 miliardi di dollari all’anno entro il 2030. Aprendo per gli istituti di credito, in prima linea nel fornire finanziamenti e consulenza su questo fronte, un’ampia gamma di opportunità. Gli investimenti nell’energia pulita, per esempio, entro la fine del decennio in corso dovranno superare di ben tre volte i livelli registrati nel 2020; quelli nell’elettrificazione della mobilità stradale dovranno aumentare fino a dieci volte. Sulla base di questo scenario, McKinsey calcola che le istituzioni finanziarie abbiano di fronte a sé un’opportunità in termini di finanziamenti diretti annui pari a 820 miliardi di dollari. Inoltre, potrebbero facilitare ulteriori 1.500 miliardi di dollari di investimenti aziendali tra il 2021 e il 2030. Di conseguenza, il potenziale guadagno per le banche sarebbe di circa 100 miliardi di dollari all’anno, che rappresenta circa il 5% del totale dei ricavi bancari globali.


Ma come cogliere quest’opportunità? “Le banche avranno bisogno di adottare un approccio agile, che vari a seconda della tipologia d’istituto”, spiegano gli analisti. In particolare:

  • le banche d’affari e le banche d’investimento, per sfruttare i progressi compiuti nell’ultimo decennio nel campo dell’energia rinnovabile, potrebbero ridimensionare la capacità di finanziamento per colmare il divario tra solare, eolico e idroelettrico, sviluppando al contempo capacità per nuove energie pulite come l’idrogeno verde;
  • le banche commerciali e le banche focalizzate sulle piccole imprese, potrebbero fornire finanziamenti per misure di efficienza energetica o ristrutturazioni di edifici, ma anche finanziare il passaggio ai veicoli elettrici all’interno delle aziende;
  • le banche retail potrebbero fornire soluzioni di finanziamento per l’adeguamento di elettrodomestici o l’installazione di pannelli solari o cogliere a loro volta le opportunità offerte dall’adozione di veicoli elettrici;
  • le società di gestione patrimoniale, infine, potrebbero sviluppare soluzioni d’investimento tematiche focalizzate sul clima per soddisfare la crescente domanda di investitori istituzionali e retai.


Per superare l’attuale periodo di volatilità e raggiungere una crescita e una redditività nel lungo termine, però, la sostenibilità da sola non basta. Secondo McKinsey, le banche dovrebbero passare da modelli di business tradizionali a piattaforme “a prova di futuro”, anche disaccoppiando unità di business come l’attività bancaria tradizionale dai servizi di consulenza. Inoltre, dovrebbero stabilire connessioni “altamente emotive” con i clienti, raccogliendo i dati a essi relativi anche con l’utilizzo di analisi avanzate. In terzo luogo, dovrebbero puntare su nuove fonti di entrate, come commissioni di sottoscrizione o di pagamento. E puntare sull’innovazione, con l’obiettivo di attrarre e trattenere i migliori talenti.


Banche, Enria: “Troppo ottimiste, rimanere vigili”

A strigliare le banche europee in particolare è Andrea Enria, presidente del consiglio di vigilanza della Banca centrale europea, nel corso di un’audizione presso la Commissione per i problemi economici e monetari del Parlamento europeo. “Fronteggiamo un periodo di crescita più bassa e una possibile recessione, con incertezze rilevanti sulle forniture di energia. E mentre i tassi di interesse e i margini più elevati stanno aumentando la redditività delle banche in questo momento, influiscono anche sulla capacità dei clienti con una leva finanziaria elevata di rimborsare i propri debiti o soddisfare le richieste di margini e possono innescare forti aggiustamenti nei mercati finanziari volatili”, ha dichiarato. “Le banche devono prepararsi ai potenziali impatti negativi dell’ambiente incerto sulle loro attività”. Secondo Enria, un certo numero di istituti di credito sembra infatti “utilizzare ipotesi macroeconomiche relativamente blande” nei propri scenari avversi che si tradurrebbero in un impatto moderato sui loro coefficienti patrimoniali. Di conseguenza, ha concluso, le autorità di vigilanza esamineranno attentamente la pianificazione del capitale e “sfideranno le azioni di gestione per garantire un adeguato livello di prudenza”.

Giornalista professionista, è laureata in Politiche europee e internazionali. Precedentemente redattrice televisiva per Class Editori e ricercatrice per il Centro di Ricerca “Res Incorrupta” dell’Università Suor Orsola Benincasa. Si occupa di finanza al femminile, sostenibilità e imprese.

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