Miners e riciclaggio: crollo (e ripresa) del bitcoin

Lorenzo Magnani
Lorenzo Magnani
19.4.2021
Tempo di lettura: 3'
Cosa c'è dietro al crollo del 12% del weekend? Pesano le voci di una stretta degli Stati Uniti sul tema del riciclaggio tramite criptovalute e il black out di miners cinesi

Il Bitcoin nella notte tra sabato e domenica ha perso il 12%: rispetto al record di pochi giorni ha perso quasi un quinto del suo valore. Notizie dalla Cina e indiscrezioni dagli Usa sono le possibili cause.

“Il riciclaggio attraverso criptovlute è più basso rispetto a quello attraverso il sistema finanziario tradizionale. Il bitcoin è una moneta assolutamente legale e compatibile con l’attività economica” commenta Christian Miccoli, ceo di Conio

“La paura del riciclaggio di denaro attraverso le criptovalute è un rischio considerevole che ogni investitore deve considerare: forse il rischio più grande" le parole di Mads Eberhardt analista di BGSaxo

Bolla o non bolla? Si chiedono gli investitori di tutto il mondo che non sono ancora saliti sul carro della madre delle criptovalute. Il 19 aprile 2020 il bitcoin veniva scambiato a 6,5 mila euro. Dopo un anno il suo prezzo è salito alle stelle superando i 50 mila euro. Si tratta di un rendimento di oltre il 600%. Bolla o non bolla? Solo il tempo lo potrà dire. Sta di certo che anche la criptovaluta dai superpoteri non è esente da incidenti di percorso e correzioni di mercato, come quella di questi giorni. Nel giro di cinque giorni il bitcoin ha perso il 18%, di cui 12 punti percentuali solo nella notte di sabato. Come si spiega un calo così netto?
We Wealth lo ha chiesto a Mads Eberhardt di BGSaxo. Secondo l'analista di criptovalute i motivi sono molteplici. “Uno di questi è l'incertezza normativa con il divieto dei pagamenti in criptovaluta in Turchia e con le voci che si rincorrono negli Stati Uniti circa un'ulteriore regolamentazione in arrivo. Inoltre, la quotazione diretta di Coinbase ha avuto un impatto positivo sui prezzi del bitcoin e molti investitori approfittando degli ampi movimenti di mercato hanno preso profitto seguendo l'adagio “compra quando iniziano a circolare le voci, vendi quando esce la notizia”. Secondo Christian Miccoli, ceo di Conio, invece ci sarebbe dell'altro che spiega il forte ribasso del bitcoin. “Sembra che il ribasso sia da collegarsi a un problema di un enorme miner cinese: molte transazioni non riuscivano ad essere confermate. L'hash rate – indice di potenza di calcolo combinata dei miners – infatti era sceso molto nel weekend. Ad ogni modo il problema sembra essere rientrato: l'hash rate lunedì mattina era sotto di appena il 2% rispetto al normale e il prezzo del bitcoin è in netto recupero”.
Secondo invece Bloomberg, dietro la forte correzione di domenica ci sarebbero indiscrezioni secondo cui il Tesoro Usa potrebbe avviare un giro di vite sul riciclaggio di denaro sporco attraverso il mercato delle criptovalute. Non la pensa così Miccoli: “Il riciclaggio attraverso criptovlute è più basso rispetto a quello attraverso il sistema finanziario tradizionale. Il bitcoin è una moneta assolutamente legale e compatibile con l'attività economica” afferma Miccoli. Secondo il ceo di Conio ad ogni modo “il rischio principale per il bitcoin rimane un eventuale intervento drastico da parte dei regulator, che pero è sono sempre meno probabili soprattutto adesso dopo la quotazione di Coinbase, che ha reso il bitcoin ancor più istituzionalizzato”.  Secondo invece Eberhardt il tema del riciclaggio è un pericolo concreto. “La paura del riciclaggio di denaro attraverso le criptovalute è un rischio considerevole che ogni investitore deve considerare: forse il rischio più grande. Sulla base delle notizie della scorsa settimana e dei mesi scorsi, sappiamo che i governi di tutto il mondo stanno osservando attentamente l'universo delle criptovalute per regolamentarlo di più e limitarne i casi d'uso, limitando così anche un potenziale rally di prezzo”.

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