La bellezza di brillare

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Giulia Castellani
16.10.2021
Tempo di lettura: 2'
Ho un profilo instagram che parla di consulenza finanziaria. A volte mi arriva qualche domanda sul mio lavoro: dagli studi da intraprendere, ai corsi che ritengo indispensabili. Questo fine settimana una ragazza mi ha chiesto quale sia la qualità che penso debba avere chi vuole riuscire in questo mestiere. Premesso che 'riuscire' implica l'essere arrivati, cosa impossibile nella mia visione perché cerco di andare sempre avanti. Però mi sono fermata a pensarci perché la domanda è profonda. Mi sono venute in mente molte qualità ma doverne scegliere una tra tutte è stato sfidante.

 Ho pensato ad una bellissima casa che vedo sempre quando vado a correre. Grande e ben curata: una facciata impeccabile, balconi laccati e un giardino perfettamente in ordine. C'è tutto insomma. Mi attira ma mi mette tristezza. Troppo perfetta e con le imposte sempre chiuse. Tutti aspiriamo ad una professionalità senza difetti, certo. Il pressapochismo non trova posto in questo lavoro. I clienti si sentirebbero poco protetti e, col tempo, darebbero fiducia ad altri professionisti. Fuor di metafora, se sappiamo tutto di tutto ma non riusciamo ad aprirci, a far uscire qualcosa di noi, a far arrivare ai clienti l'atmosfera della casa e la musica allegra che risuona, possiamo attirarli in un primo momento ma la rigidità che trasmettiamo finirà per metterci i bastoni tra le ruote.

 Ho poi pensato ad un libro che ho appena finito, 'Funziona solo se brilli' di Chiara Franchi. Ho avuto un'illuminazione. E' proprio 'brillante' il termine che ho pensato che può fare al caso mio.  Comprende molte sfaccettature interessanti: un modo di porsi luminoso e attrattivo, l'utilizzo di parole adeguate ma anche la capacità di raccontarsi in modo positivo ed autentico. Quando c'è luce, non c'è posto per il buio, per sotterfugi o bugie. Un punto cardine di un professionista di valore sta proprio nell'onestà e nella trasparenza. Tutto porta insomma a questo termine. Chi mette in atto manovre poco chiare o tenta di rifilare ai clienti prodotti artificiosi e non adatti alla lunga si palesa per quel che è: un subdolo imbroglione. Non tutto può essere concesso e non sempre siamo in grado di dare ciò che il cliente ci richiede. Sta al consulente ammettere anche i limiti, proprio perché anche lì è tutto chiaro.

 A tal proposito penso anche ad un altro autore che mi sta a cuore: Alessandro D'Avenia. Parla spesso di ribellezza, la ricerca e il ritorno alla bellezza. Quando si è brillanti si cerca la bellezza, sia per nutrirsi che per rispecchiarsi. In questo modo saremo anche sereni nell'offrire una consulenza di alto livello, ispirata al bello di questo lavoro. E si nota chi lo ama. La passione e l'intensità che ci si mette fanno rima con quella sfavillante bellezza di cui parlano questi autori. La ricerca è continua e si può sempre migliorare, ma come base è davvero meravigliosa.
Opinione personale dell’autore
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