Da consulente a manager: la relazione umana sempre al centro!

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La consulenza finanziaria in concreto!


Incrementare le competenze per dare un valore aggiunto ai miei assistiti è sempre stato il principio ispiratore del mio percorso professionale. Perché solo un’assistenza specialistica può fare la differenza in un mercato economico sempre più competitivo.

Ogni evento di vita vissuto o progettato da una persona ha riflessi economici e finanziari, sui quali impostare ragionamenti in una logica consulenziale.

Ancor più di una persona fisica, una persona giuridica, richiede skills specialistiche. Penso a temi quali: “l’ interpretazione dei bilanci” piuttosto che la “lettura della centrale rischi”. Occorre la capacità di trasformare le ore di formazione teorica in vere e proprie attività al servizio del cliente imprenditore, per renderlo autonomo nel dialogo con il sistema creditizio. A volte la modalità più efficace passa per l’ausilio di curiose storytelling che grazie ad esempi concreti catturano l’attenzione e agevolano la comprensione.

La proposta INASPETTATA del nuovo RUOLO

Completamente assorbita dalla mia attività, a fine anno giunge inaspettata la convocazione ad un colloquio in Direzione!

Il pensiero va ad un possibile tavolo di lavoro in vista di qualche nuovo progetto aziendale, come già era successo in passato. Ciò che proprio non mi aspetto è la proposta per un incarico “manageriale”. La mia sorpresa è tale che la mia consueta spontanea comunicazione empatica in quell’occasione stenta a decollare! Il viaggio di ritorno da Milano in balia di un disorientamento totale. Come conciliare la “libera determinazione” la mia discrezionalità risultata vincente negli anni? Fin dalle dimissioni da banca tradizionale la mia scelta era netta, schierandomi sempre dalla parte del cliente. Come avrei potuto coniugare questa impostazione con un incarico aziendalista, senza tradire questo mio principio? Come conciliare la mia “indole libera” con una quotidiana richiesta di adempimenti impartiti dall’alto?

Il travaglio e la SCELTA.

Dopo notti insonni decido che mi sarei messa alla prova. Avrei sperimentato il dietro le quinte dei meccanismi direzionali, le logiche sottostanti certi constraint operativi, avrei valutato il tutto da altra prospettiva capendone più a fondo la ratio sottostante.

Inizia l’avventura.

A gennaio comincia un’attività dove i ritmi ormai consolidati vengono stravolti. Le mail si moltiplicano, la mia assistente vacilla, ma giorno dopo giorno prendiamo il ritmo. Si delineano gli impatti di alcuni limiti normativi ed è più chiaro come alcune regole interne siano il frutto di ricercati compromessi. Gli adempimenti e i monitoraggi, che da consulente rappresentano fastidiosi limiti, assumono una più profonda connotazione. Nei confronti quotidiani con la sede acquisisco logiche superiori, e in queste riscontro IDEALI COMUNI, le medesime caratteristiche di buona governance! E da mere enunciazioni teoriche, diventano realtà tangibili che oggi vivo nella quotidianità.

Tutto torna!

Il contesto economico.

Ciò che sta accadendo intorno a noi condiziona le nostre vite oltre che la nostra professione, i mercati in fibrillazione ed un contesto economico sociale in sofferenza, impongono un senso di responsabilità, un’affidabilità e una competenza non scontate. I risparmiatori sono in balia di timori e incertezze, gli imprenditori protagonisti della crescita economica del nostro paese, si trovano alle prese con la sfida probabilmente più dura del dopoguerra e il nostro ruolo si carica di ancor più importanti responsabilità.

E proprio grazie a questo ruolo torna prioritaria la RELAZIONE UMANA. La FIDUCIA dei miei assistiti, valore cardine prima con i clienti, oggi guida i rapporti tra me e i miei consulenti e tra me e la mia struttura manageriale di riferimento.

In questo clima di reciproco supporto e scambio, vanno intesi i momenti di aggregazione e convivialita’! E una festa di compleanno di un collega regional manager permette momenti di condivisione e amicizia che agevolano i rapporti e uniscono il gruppo di lavoro. Grazie Stefano, la tua suggestiva terrazza Veneziana, i consulenti, e una violinista d’eccezione hanno reso magica la serata! Perché a vincere sono ancora una volta le RELAZIONI UMANE.

Opinione personale dell’autore
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