Cosa succederà dopo il simposio FED di Jackson Hole

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Giusto quando sembrava che i mercati avessero iniziato a tirare il fiato dopo gli scivoloni da inizio anno, ecco che i membri FED, a turno, prima Esther George della FED di Kansas CIty, poi il presidente Jerome Powell in persona, mandano, ancora una volta, un messaggio estremamente chiaro ai mercati: “... i tassi rimarranno alti per qualche tempo … e riportare i prezzi alla stabilità sarà un processo doloroso … che richiede un lungo periodo in cui la crescita economica e l’occupazione saranno al di sotto della media…”.

Giusto quando sembrava che i mercati avessero iniziato a tirare il fiato dopo gli scivoloni da inizio anno, ecco che i membri FED, a turno, prima Esther George della FED di Kansas CIty, poi il presidente Jerome Powell in persona, mandano, ancora una volta, un messaggio estremamente chiaro ai mercati: 

... i tassi rimarranno alti per qualche tempo … e riportare i prezzi alla stabilità sarà un processo doloroso … che richiede un lungo periodo in cui la crescita economica e l’occupazione saranno al di sotto della media…”.


Più chiaro di così non si poteva Mr. Powell. Thank you.


Se prima qualche economista avanzava dubbi sulla possibilità di aver già raggiunto il picco di inflazione, e quindi della relativa politica monetaria restrittiva, adesso ogni dubbio è fugato. Ci aspetta almeno un altro rialzo “unusually high” per il prossimo mese di settembre, ma l’ammontare del rialzo dei tassi dipenderà dai prossimi dati economici in uscita nei prossimi giorni.

Ad oggi i mercati a termine sui tassi di interesse (futures e swap) prezzano per settembre un rialzo di circa 63 basis points (0,63%), piazzando dunque le attese di rialzo, giusto a metà tra 0,5% e 0,75%


Cosa significa questo per i mercati?


Sostanzialmente due cose:


  1. Che la FED ha voluto esternare in maniera forte, chiara e ormai ripetuta agli operatori professionali, che l’obiettivo primario è quello di riportare l’inflazione al 2% a qualunque costo (anche quello di portare l’economia in una dolorosa recessione) come si evince dalla frase “La storia ci insegna che in presenza di inflazione è sbagliato allentare prematuramente la politica monetaria, nel tentativo di anticipare il picco


  1. Che la guerra all’inflazione è ancora lontana dal traguardo.


E quindi che si fa con i nostri risparmi?


La cosa più saggia da fare è ricordare il detto “never fight the FED” e non andare contro la volontà monetaria del più grande player del mercato al mondo.

Se per la FED “questo periodo di politica monetaria restrittiva sarà doloroso per i proprietari di casa e per le aziende …”, allora l’unica cosa da fare è allacciarsi le cinture, portare pazienza, e non tentare di anticipare i cambi di trend del mercato. Chi è liquido (complimenti) porti pazienza e si faccia pianificare dal proprio consulente una entry strategy graduale. 

Chi invece ha il portafoglio investito e teme un pò questi ribassi da inizio anno, provi, sempre con il proprio consulente, a verificare se ancora sussiste coerenza tra i propri obiettivi personali, l'orizzonte temporale pianificato a suo tempo, e la situazione odierna del portafoglio.

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