3D: Le 3 dimensioni per essere investitore: Domande Dettagli e Dinamiche

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Dario Biondi
3.8.2021
Tempo di lettura: 3'
Sono le piccole cose, i dettagli che fanno la differenza.

Un approccio cognitivo fatto di “piccoli passi” per i neofiti, sempre maggiore consapevolezza (ma mai presunzione) per i più esperti.

Un piano di accumulo conoscitivo che crei consapevolezza e responsabilizzi.

Spero davvero che tutti, dai più esperti ai “neofiti”  incontrino una “guida”, un esperto addetto ai lavori, un Consulente, che fornisca loro non solo un banale riferimento informativo, ma l'opportunità di una esperienza formativa guidata attraverso nozioni molto tecniche ma rese di facile comprensione per il rispetto ed adozione di un metodo per ottenere i risultati desiderati, conoscendone la fatica (volatilità) per raggiungerli.

Investire sembra banale, tuttavia è figlio di un processo cognitivo importante e sono i dettagli a fare la differenza. Quelle piccole cose che se trascurate potrebbero creare danni inenarrabili.

La fiducia attorno al sistema bancario tradizionale viene continuamente messa alla prova proprio dai dettagli (omessi).

Durante la mia attività ho conosciuto molte persone che non associavano la gestione del loro patrimonio ai loro programmi familiari o professionali. Utilizzano il denaro per creare finanziariamente altro denaro e gestiscono il patrimonio societario o artistico o immobiliare, senza tener conto di eventuali sgravi fiscali ottenibili oppure senza pensare a come trasmetterlo in futuro (anche lontano) ai propri cari, o senza pensare a strutture protettive che lo preservino nel tempo.

Ma non sono solo loro da rimproverare, quanto piuttosto i loro contatti bancari che in maniera molto poco consulenziale hanno contribuito a creare in loro l'idea che investire sia, banalmente, la ricerca di rendimento e, quando le cose non “girano nel verso giusto”: colpa della banca. La colpa è ampiamente condivisa invece! Da un lato chi investe “a caso”, dall'altro chi vende (cosa diversa dal fare consulenza) la stessa cosa a chiunque. Non c'è progettualità, non ci sono obiettivi, non si parla di “cosa serva” ma solo di “quanto rende”... sembra ormai storia vecchia direte, ma credetemi: è ancora così.

La consulenza è fatta di dettagli, è personalizzata, non è standard, non va bene per tutti allo stesso modo, nella stessa forma; alcune caratteristiche di alcuni strumenti servono di più per alcune categorie professionali, altre per altri ancora.

Che il denaro impiegato in strumenti finanziari debba generare un rendimento mi sembra l'”abc”... non ho ancora conosciuto persone che “vogliono perdere”, ma ci sono dettagli importantissimi che trasformano un rendimento in una perdita, dettagli in termini di costo opportunità ad esempio, oppure dettagli come i bolli e l'inflazione che, combinati con i tassi nominali, rendono negativo il rendimento a scadenza di un titolo, sebbene ogni anno se ne percepiscano i frutti.
Una società di capitali potrebbe vedere l'ingresso di un nuovo socio per successione, non gradito al management direttivo. Ci sono dettagli legali per intervenire a livello statutario per prevenire e gestire un tale episodio.

Quote societarie del singolo da suddividere tra più aventi diritto che, separandosi quindi in più teste, potrebbero minare il core business della società. Esistono accordi (Patti di famiglia) con cui entrare nel dettaglio della situazione per evitare quanto sopra, senza scontentare nessun avente diritto.

Polizze a vita intera: beneficiari indicati? Con che percentuale? Eredi legittimi? Beneficio accettato? Conosciamo i dettagli di questi strumenti molto “potenti” in termini successori?

Immobili.... nuda proprietà, diritto di usufrutto, diritto di abitazione... pignorabilità... sono i dettagli a creare una protezione e che evitano dissapori tra eredi...

Per non parlare poi di strumenti protettivi... affidamenti fiduciari, trust, atti di destinazione... ognuno con caratteristiche distintive e dettagli pressoché unici che fanno la differenza...

La maggior parte dei portafogli che ho esaminato conteneva:

Azioni della banca di provenienza (talvolta non quotate)

Obbligazioni della banca di provenienza

Polizza della banca o società correlata, talvolta spacciata per fondo pensione

Gli immobili non tenuti in considerazione nella costruzione di un portafoglio

Cliente imprenditore? Nessuno gli ha parlato della imminente riforma Rordorf sulla crisi di impresa...

Normale? Non direi.

Come si fa ad investire senza tenere conto dei programmi familiari o professionali?

Facciamoci sempre almeno una domanda: investo una somma per cosa?

Per guadagnare? Certo! Ma SOLO per questo? Ed aggiungerei un dettaglio non di poco conto: guadagnare quanto? Ed in quanto tempo?

In base ai rischi professionali che corro, ci sono alternative di investimento che meglio si confanno alle mie esigenze? Ed base alla composizione mio nucleo familiare? Ed alla mia età?

Dopo aver esaminato molti, moltissimi prospetti informativi di strumenti detenuti presso altri istituti che non permettevano ai miei assistiti di compiere le azioni che volevano (da un rimborso che non si può fare prima di tot anni o con penali allucinanti, un dettaglio che non conoscevano, a una polizza spacciata per fondo pensione ma che non lo era, ad un investimento con il capitale garantito in ogni momento, ma che invece lo garantisce solo a scadenza (dopo 10 anni), ad una polizza che va in successione perché muore il contraente e saltano così le indicazioni beneficiarie...) ed aver letto una profonda delusione sui loro volti, sono ancora più convinto sì che nel nostro Paese debba essere fatto un intervento a monte per ridurre al minimo la disparità informativa che separa anni luce chi investe e chi propone soluzioni di investimento, tuttavia sono fermamente convinto che per primi dobbiamo essere noi investitori a porci delle domande ed avere voglia di capire e comprendere cose nuove, capire i dettagli, i meccanismi e le dinamiche degli strumenti che ci vengono proposti.

Esistono persone che svolgono professionalmente l'attività di Consulente finanziario e patrimoniale che non hanno solo il compito di curare gli interessi dei propri assistiti, ma hanno il dovere di renderli sempre più eruditi e consapevoli.

Fatto questo, e sarebbe un traguardo importantissimo, partiamo, investiamo, costruiamo e condividiamo una struttura personalizzata per la gestione patrimoniale...

NIENTE AFFATTO!

Dovremo comprendere anche che sono due le cose che influenzeranno ad esempio il portafoglio: il mercato ed il nostro comportamento.

E' il secondo passo da fare, non poi cosi difficile una volta fatto il primo, visto che la consapevolezza avviene quando le dinamiche future / statistiche sono chiare, ma “questa è un' altra storia”.
Opinione personale dell’autore
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