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Quel legame così stretto tra scarsità di risorse e geopolitica | WeWealth

Quel legame così stretto tra scarsità di risorse e geopolitica

Matilde Sperlinga
15.11.2023
Tempo di lettura: 3'
In un momento scosso da diversi conflitti e tensioni, gli esperti di Vontobel Asset Management analizzano la relazione esistente tra scarsità di materie prime ed equilibri politici e su quali variabili un investitore dovrebbe fare attenzione

Con il progressivo aumento della popolazione, che secondo le Nazioni Unite dovrebbe arrivare a 8,6 miliardi entro il 2030, la domanda per le materie prime è destinata a crescere in maniera vertiginosa e con lei anche la rivalità per guadagnarsi risorse sempre più scarse. Non per niente, secondo Vontobel Asset Management, proprio le risorse sono diventate un fattore chiave di geopolitica: “L'accesso alle materie prime definisce la capacità di una nazione di sopravvivere, mantenere o aumentare il proprio tenore di vita e limita la sua sfera di influenza”. Da qui la loro importanza anche per il mondo degli investimenti.




Le risorse e il loro prezzo sono legati agli investimenti

Le proiezioni illustrate dal grafico non lasciano scampo. Nei prossimi anni l’estrazione di materie prime, dai metalli al gas, aumenterà a un ritmo impressionante, considerato che alla domanda dei paesi sviluppati si affiancherà sempre più anche quella degli emergenti, con il miglioramento del tenore di vita. E proprio questa interazione squilibrata tra domanda e offerta definirà la scarsità delle risorse rendendo il loro prezzo di colpo interessante. Ma non sarà l’unica variabile.


Gli investitori “hanno a disposizione modelli economici per stimare i prezzi in base alla scarsità attuale e futura e ai costi di produzione, spedizione e commercio”, precisa Christel Rendu de Lint, Head of Investments di Vontobel. La distribuzione infatti gioca un ruolo fondamentale: una risorsa può non essere scarsa su scala globale, ma comunque una cattiva distribuzione, piuttosto che una distribuzione interrotta come quella che abbiamo dovuto affrontare durante la pandemia o durante un conflitto, può comportare una scarsità temporanea o regionale.


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Scarsità di risorse legata a doppio nodo con l’incertezza geopolitica

Secondo le Nazioni Unite il 40% dei conflitti è legato alle risorse naturali. E non si tratta solo di tensioni con l’esterno: modifiche sostanziali alla disponibilità di risorse necessarie per sopravvivere, come il cibo o l’acqua, possono anche scatenare disordini sociali che potrebbero avere un impatto diretto sulla stabilità politica di un paese.


Ma non è solo una questione di risorse necessarie per la sopravvivenza. Una seconda componente importante da analizzare, secondo Vontobel AM, è quella dei materiali e dei metalli: un alto tenore di vita è infatti legato a un maggiore consumo di energia, in quanto oltre ai beni necessari, si sviluppa anche il consumo di servizi ad alta intensità energetica.


Vi è poi anche una terza serie di risorse da considerare, in quanto sono un mezzo per dimostrare forza e potere. Un esempio? Le nuove tecnologie e una combinazione di know-how di tutte le altre risorse. È proprio quest’ultima risorsa, secondo la casa di gestione svizzera, che spesso gioca un ruolo più importante nel gioco di potere geopolitico.


L’assenza di risorse naturali rende un paese molto vulnerabile ed è stato evidente con il conflitto Russia-Ucraina. L’Italia, che acquistava circa il 40% del gas dalla Russia, ha visto dimezzarsi le importazioni con l’inizio del conflitto, dimostrando quanto sia vulnerabile. Si tratta solo di un esempio, ma l’accesso e il controllo dell’energia (così come di altre materie prime chiave) hanno un forte legame con le dinamiche del potere. Non solo i governi cercano continuamente di ridurre la loro dipendenza dalle risorse di altri paesi, ma “senza energia sufficiente per far funzionare le macchine che abbiamo costruito negli ultimi secoli, l'economia globale di oggi crollerebbe immediatamente e scatenerebbe all'improvviso disordini sociali e turbolenze politiche”, conclude l’esperto.

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