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Dilemma sostenibilità per l’India: la crescita economica impone delle scelte | WeWealth

Dilemma sostenibilità per l’India: la crescita economica impone delle scelte

Tempo di lettura: 3'
L’India continua a crescere e con lei anche la richiesta di energia, sarà davvero necessario scegliere tra le due? Parola a UTI International

Energia, anzi molta energia è quella necessaria ogni giorno e fondamentale in quasi ogni aspetto della nostra vita. Un esempio? Assicurare ai propri cittadini un alto standard di vita è tra le ambizioni principali di ogni nazione: alta qualità degli alloggi, disponibilità di acqua pulita, potabile e di cibo, buon livello di educazione e di sanità sono solo alcuni tra i requisiti che rendono una vita piacevole da vivere e cosa hanno in comune tra di loro? La necessità di energia. Questo crea non pochi problemi, resi ancora più chiari e opprimenti nel 2022 con lo scoppio della guerra in Ucraina. I combustibili fossili rappresentano il metodo più immediato per sopperire rapidamente ai bisogni energetici, ma allo stesso tempo sono incredibilmente inquinanti e il loro eccessivo utilizzo ci ha portati alla situazione in cui ci troviamo oggi, dove il cambiamento climatico è un problema non più rinviabile.


Se l’Occidente si è sviluppato nell’ultimo secolo soprattutto grazie allo sfruttamento illimitato dei combustibili fossili, con costi ambientali enormi, stati emergenti come l’India non hanno questo lusso a disposizione e deve escogitare una via alternativa allo sviluppo.

Liberare milioni di persone dalla povertà senza avere un’impronta carbonica è arduo. “Oggi l’India ha un consumo energetico pro capite ben al di sotto della media globale, ma si tratta di un numero destinato ad aumentare, seguendo l’accelerazione del prodotto interno lordo”, spiega Praveen Jagwani, Cfa, Ceo di UTI International. Secondo Statista l’India si è già guadagnata il podio delle nazioni più inquinanti a livello globale, terza dietro Cina e Stati Uniti, con quasi 2,5 miliardi di tonnellate di CO2 emesse nell’aria.

La situazione non potrà che peggiorare, a meno che non si opti per una svolta verso le fonti energetiche sostenibili.


Un’agenda che guarda alla sostenibilità

Alla fine dello scorso anno l’India ha conquistato il trono come nazione più popolosa al mondo, rubando lo scettro alla Cina, e si trova anche sul podio tra i principali consumatori di energia.




Il problema è che tra il 70% e il 75% del fabbisogno energetico continua a essere soddisfatto dai combustibili fossili, per lo più dal carbone, dal momento che questo rappresenta la fonte energetica più economica, anche perché l’India è al quinto posto per riserve al mondo.

Il governo di New Delhi sembra disposto a muoversi verso una politica di decarbonizzazione per diminuire le emissioni di carbonio, puntando al net zero entro il 2070.


L’India si trova tra l’incudine e il martello: da una parte deve continuare a sostenere la sua crescita economica, dall’altra invece deve prendere posizione nella lotta al cambiamento climatico.

La soluzione momentanea è quella di continuare a fare affidamento ai combustibili fossili, così da non rallentare la crescita, costruendo però sempre più impianti che sfruttino l’energia solare, eolica e idrica.


Spazio alle rinnovabili, ma quali scegliere?

“Negli ultimi 10 anni, la domanda di energia è cresciuta circa del 5% ogni anno in India e ci si può aspettare che questa crescerà fino 6% nel breve termine”, sottolinea Jagwani. L’unico modo per andare in contro a questa richiesta è quello di affidarsi a fonti sostenibili. L’energia solare è più economica da produrre rispetto a quella eolica, ma non è in grado di rispondere al picco di domanda che tutti i giorni arriva verso le sette di sera. L’energia eolica, dal canto suo, è più costosa, ma arriva anche lì dove quella solare non riesce. Guardando però ai mesi estivi, quando la domanda di energia arriva alle stelle, le fonti alternative non bastano, contando anche che non si può fare affidamento su quella idroelettrica. In questi casi la soluzione rimane una e una soltanto, almeno finché non si svilupperanno sistemi ottimali di stoccaggio, ed è l’uso di energia termica. Anzi, più l’andamento climatico diventerà imprevedibile, più i combustibili fossili sembreranno la fonte energetica più sicura.


Spazio all’idrogeno verde

La domanda di energia della Tigre asiatica non dipenderà solo dall’aumento della sua popolazione o del prodotto interno lordo, anche l’ambizione di diventare leader nella produzione di idrogeno verde spingerà in questa direzione. Per produrre 5 Mt (megatoni) di idrogeno verde, target che il governo di New Delhi si è imposto per il 2030, sono necessari 125 GW di energia, da dove verranno presi? Nuovamente la risposta è nelle fonti sostenibili: l’India dovrà necessariamente aumentare la produzione di energia alternativa, rendendo il proprio accesso conveniente e sicuro per tutti.


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