Investire nell’acqua per salvare il mare dalle alghe

Matilde Sperlinga
30.8.2022
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Il cambiamento climatico non solo causa nuovi fenomeni, ma acutizza anche quelli già esistenti, come il proliferare delle alghe in mare, che mette a rischio l’ecosistema. Secondo Robeco bisogna agire in fretta, investendo in aziende che sviluppano tecnologie ad hoc

Pensate a una zona del mare grande quasi quanto la Lombardia ricoperta interamente di alghe tossiche. È ciò che succede ogni estate da qualche anno a questa parte nelle acque del Golfo del Messico. Sempre più spesso gli specchi d’acqua del pianeta si ricoprono interamente di alghe, che non solo ne nascondono la bellezza e creano un odore spiacevole, ma alterano la qualità dell’acqua e distruggono la vita degli altri organismi viventi. Un fenomeno non certo nuovo, ma sempre più frequente e acuto, a causa del cambiamento climatico e dell’inquinamento. Da qui, la crescente necessità di innovare le infrastrutture e i sistemi di filtraggio, così da evitare che queste alghe tossiche possano infiltrarsi anche nei sistemi di acqua potabile. Una necessità che richiede investimenti e che il mondo della finanza vede come opportunità.


Cosa causa la sovraproduzione di alghe

La presenza di alghe è un fenomeno non solo naturale, ma anche fondamentale per la salute dell’ecosistema marino e lacustre, rappresentando fonte di cibo e ossigeno. Tuttavia, la sovraproduzione può diventare pericolosa per gli organismi marini e anche per gli esseri umani che rischiano intossicazioni, allergie o addirittura il danneggiamento degli organi. Jindapa Wanner-Thavornsuk, analista azionario di Robeco, spiega come “l’eccesso di inquinamento da fosforo e nitrogeno, utilizzati come mangime per animali e fertilizzanti, è una causa scatenante”. Infatti rappresenta un forte cocktail di nutrimento per le alghe che hanno un’abilità di riproduzione altissima: in un periodo che va tra le due e le tre settimane, ogni alga, è in grado di produrre un milione di nuove cellule.

Purtroppo si tratta, sempre di più, non di eventi isolati, ma ricorrenti. Ad esempio ogni anno le acque del fiume Mississippi, che sono ricche di questo nutrimento, si riversano nelle calde acque del Golfo del Messico, aumentando così la produzione di queste alghe dannose, che arrivano ad occupare fino a 22.000 km2, praticamente la stessa superficie della Lombardia. Negli ultimi anni, a causa dell’aumento delle temperature, questo fenomeno si sta allargando fino all’Artico.


Da necessità a opportunità

Bloccare la fioritura di alghe dannose non è semplice: da un lato è un processo naturale e dall’altro diminuire l’uso di fertilizzanti con fosforo e nitrogeno non è un passaggio immediato. Vi è la necessità di agire dunque su altri fronti, come investire in aziende che aiutano a proteggere la qualità dell’acqua. I sistemi tradizionali purificano l’acqua con un basso livello di batteri, ma non è più sufficiente di fronte a questi fenomeni. La strategia RobecoSAM Sustainable Water  ricerca “le industrie che offrono un piano a lungo termine, che investono per assicurare acqua pulita e protetta e sviluppano tecnologie in grado di rilevare e distruggere le cianotossine”.

Si tratta di un mercato che ha di fronte una grande possibilità di sviluppo. Wanner-Thavornsuk sottolinea come non si tratti solamente “del miglioramento di pompe idrauliche, dei sistemi di filtraggio o delle infrastrutture. Vi è un forte interesse anche nello sviluppo di nuovi software in grado di aiutare gli ingegneri a migliorare e stimolare l’impiantistica”. La necessità di soluzioni sta crescendo, il che significa che le compagnie idriche, ingegneristiche e tecnologiche possono aspettarsi un futuro ricco di opportunità...e vita

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