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Azionario: è ora di aprire il portafoglio all’area Asia-Pacifico | WeWealth

Azionario: è ora di aprire il portafoglio all’area Asia-Pacifico

Matilde Sperlinga
23.3.2023
Tempo di lettura: 3'
Come trarre vantaggio dalla riapertura della Cina e dalla sua ripartenza economica? Per gli esperti di Robeco, è giunto il momento di aumentare l’esposizione alle azioni di tipo value. Non solo cinesi, ma di tutta la regione Asia-Pacifico

Con la riapertura delle frontiere verso il mondo, la Cina ha reso chiaro il suo orientamento alla crescita, dando un impulso che mancava da tempo. Le nuove opportunità che si stanno aprendo, infatti, non sono solo legate all’allentamento della politica zero Covid all’interno del paese; anche il turismo e gli investimenti provenienti dal Dragone stanno dando e daranno impulso all’attività economica in tutta la regione dell’Asia-Pacifico. Ecco perché secondo Robeco è arrivato il momento di tornare ad affacciarsi a Oriente: la probabile tenuta degli utili, l’esposizione alle materie prime e il margine di apprezzamento delle valute locali rispetto al dollaro americano sono opportunità da non farsi scappare. “Crediamo che vi siano notevoli opportunità per aumentare l’esposizione in Asia”.


I mercati azionari della regione Asia-Pacifico hanno registrato un primo rialzo già da settembre, grazie alla maggiore chiarezza sulla direzione delle politiche economiche e anti-Covid cinesi, ma le differenze di performance con l’azionario statunitense sono ancora molto ampie. Non si tratta di una novità, anche dopo il 2000, passata la bolla dotcom e dopo la crisi finanziaria globale del 2008, questo divario era presente. E, ricorda Robeco, ha dato il via a un lungo periodo di sovra-performance della regione Asia-Pacifico.




“Oggi ci troviamo proprio in questa situazione, ma i fondamentali economici nella regione asiatica sono più robusti rispetto al 2008, la Cina è in ripresa e l’India presenta una traiettoria di crescita che ne fa un partner commerciale più importante per le economie della regione”, sottolineano Joshua Crabb e Helen Keung, portfolio manager di Robeco.


Regione ASEAN pronta al recupero, dove guardare

Nuove opportunità non si trovano solo in Cina, anzi. Le economie che fanno parte dell’Associazione delle nazioni del sudest asiatico (ASEAN), come Indonesia, Laos, Singapore e Malesia, continuano ad apparire interessanti dal punto di vista strutturale. Sono vari i settori su cui ci si può focalizzare, secondo Robeco: dalla catena di valore tecnologica, trainata dall’Internet delle cose, dal 5G e dall’intelligenza artificiale, all’esposizione di materie prime, come rame e minerali di ferro presenti in Australia o il nickel indonesiano. Entrambi i settori, infatti, occuperanno una posizione privilegiata nell’indirizzare il mercato del futuro, dove le energie rinnovabili e le nuove tecnologie delle batterie la faranno da padrone. Non solo. Anche “alcune banche e società finanziarie rimangono interessanti, avvantaggiate dalla ripresa della crescita dei prestiti”.


Due stati da tenere d’occhio

Il panorama offerto dalla regione Asia-Pacifico è molto ampio e non si limita certo alla sola Cina, anzi due stati in particolare sono da tenere d’occhio: il Giappone e l’India.

Il Giappone sta uscendo dalla deflazione strutturale e “registra una potente situazione di crescita strutturale degli utili, che potrebbe durare per molti anni in futuro”, alimentando un ottimismo di fondo nel lungo termine. Ecco perché, il suggerimento di Robeco è quello di mantenere un livello di esposizione stabile nel breve periodo di fronte a una possibile volatilità sul mercato azionario giapponese, in attesa che l’azione della Bank of Japan si concluda. Ma se si ha pazienza, le prospettive del lungo termine potranno sorprendere.

Attenzione anche all’India, l’economia più dinamica del G20 ma dalle valutazioni elevate. “Lo scontro ancora in corso tra il Gruppo Adani e gli short seller evidenzia i rischi legati alle valutazioni storicamente elevate, e riteniamo che le aspettative di utile siano più che scontate nelle quotazioni. – sottolineano Crabb e Keung, consigliando quindi di mantenere un sottopeso sul paese nel breve termine, soprattutto se si mantiene un approccio value.


In conclusione

Può essere il momento giusto per aprire il portafoglio di investimento all’Asia, con l’obiettivo di diversificare l’esposizione rispetto ai rischi più elevati che si riscontrano in Europa e negli Stati Uniti. “Nell’universo azionario dell’Asia-Pacifico continuiamo a individuare società i cui corsi azionari non riflettono l’effettivo potenziale dell’azienda e le cui valutazioni sono a nostro parere destinate ad aumentare”. L’importante è farlo con attenzione, preferendo i titoli value ai growth ed evitando i titoli che rispecchiano unicamente l’andamento dei consumi negli States.


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