Plastica: una vita o mille? Il riciclo come opportunità di investimento

Matilde Sperlinga
7.10.2022
Tempo di lettura: 3'
Considerare la plastica non come un rifiuto da smaltire ma come una risorsa preziosa per creare un sistema circolare. Le aziende pioniere del riciclo innovativo potrebbero rappresentare interessanti opportunità di investimento

Meno del 10% dei rifiuti plastici nel mondo viene riciclato, secondo le Nazioni Unite, generando un costo ecologico esorbitante. “Ogni anno l’economia perde fino a 120 miliardi di dollari a causa dei rifiuti di plastica”, affermano gli esperti di Lombard Odier Investment Managers (LOIM), che vedono nel sistema del riciclo una risorsa preziosa da sviluppare non solo sul piano ambientale, ma anche su quello degli investimenti. Sì perché un sistema circolare, che prevede il riutilizzo e il riciclo della plastica, potrebbe generare un mercato da 1.200 miliardi di dollari entro il 2040, grazie ai miglioramenti delle tecnologie.


Il processo di cernita 2.0 della plastica

Riciclare rappresenta l’opzione migliore per reinserire la plastica usata nel ciclo, ma analizzando i dati del World Economic Forum, anche le nazioni che si pongono sul podio come più efficienti, come la Germania, riescono a recuperare solo poco più della metà dei propri rifiuti plastici (solo il 52,6%). Un dato ancora più deludente si riscontra guardando all’intera Europa, che, sebbene sia il continente più avanzato in questo campo, riesce a riutilizzare solo il 32,5% dei suoi rifiuti plastici, secondo le più recenti statistiche del Parlamento europeo. Ma come mai il riciclo è così lento e poco efficiente? Il processo di cernita, ovvero quello che assegna i rifiuti di plastica a flussi diversi in base ai tipi di resine e ai casi d’uso di ogni oggetto, può risultare molto complesso, oltre che costoso.

Un aiuto importante in questo ambito sta arrivando dalla tecnologia, come dimostra il progetto Holy Grail 2.0, sviluppato dall’Alliance to End Plastic Waste (l’alleanza mondiale che raggruppa aziende attive lungo la filiera della plastica). L’idea è quella di applicare una filigrana digitale su ogni prodotto plastico, che riassuma le sue qualità e le proprietà chimiche. E poi, mentre i rifiuti passano sul nastro trasportatore, le telecamere sovrastanti, scansionando le filigrane, indirizzano gli imballaggi nei flussi corretti, grazie a getti d’aria ad alta velocità. In questo modo si effettuerà una cernita più granulare, che, secondo gli esperti di LOIM, potrebbe creare nuovi flussi di riciclo non ancora disponibili con la tecnologia corrente. Al momento, questo progetto ha già raccolto 500 milioni di dollari da investitori istituzionali e privati.


Nuove tecniche di riciclo

Il riciclo della plastica non è una novità, si tratta di un processo iniziato nel 1972. Tradizionalmente il processo prevede di triturare i prodotti plastici, riscaldarli e plasmarli in base alle necessità. Nonostante questo tipo di lavorazione meccanica rimanga ancora efficace per i prodotti di elevato valore, come le bottiglie, non funziona in maniera altrettanto efficiente per quelli a valore basso, come le pellicole. Ma anche in questo caso, si stanno sviluppando nuove tecniche, come quella del riciclo chimico, che potrebbe aprire strade molto interessanti. Si stanno infatti sviluppando nuovi enzimi, come il FAST-PETasi, in grado di degradare i rifiuti plastici in una sola settimana, con una quantità di energia notevolmente minore.


Nuovi progetti di riutilizzo della plastica

Certamente, il riciclo da solo non è sufficiente a risolvere il problema. E’ necessario agire alla fonte, diminuendo la produzione stessa dei rifiuti plastici o pensando anche a nuove idee di riutilizzo. Un esempio? I contenitori riutilizzabili favoriscono la transizione verso un modello più snello di gestione della plastica. E questo passaggio sarà reso possibile anche dall’innovazione tecnologica che riuscirà ad abbassare i prezzi di produzione dei prodotti riutilizzabili.


Insomma, la filiera della plastica sta passando a un’economia circolare sotto la spinta di diversi fattori, tra cui gli interventi della politica e i crescenti costi ambientali, e sarà sempre più sotto i riflettori. Per questo, concludono da LOIM, “siamo convinti che le aziende pioniere del settore saranno premiate da un’opportunità storica e che gli investitori dovranno svolgere un ruolo fondamentale in questo processo di cambiamento”.

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