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L'economia del futuro? Parte dal vento e solca gli oceani | WeWealth

L'economia del futuro? Parte dal vento e solca gli oceani

Matilde Sperlinga
14.11.2022
Tempo di lettura: 3'
Come raggiungere l’obiettivo del net zero? Secondo gli esperti di Lombard Odier Investment Managers è necessario puntare sui settori più inquinanti: energia e trasporto marittimo

Decarbonizzazione deve essere la parola chiave se il desiderio è quello di avere la Terra come casa ancora per molti anni a seguire. Come fare? Anzitutto, partire da quei settori che producono la maggior parte delle emissioni a livello globale. I comparti dell’energia, dell’agricoltura e dei trasporti marittimi sono responsabili nel loro insieme dell’88,2% delle emissioni di gas serra, secondo una ricerca di Our World in Data. Risulta quindi necessario capire quali sono i percorsi per migrare verso un modello di net zero efficace e se esiste un modo per affrontare questa transizione, traendo anche un profitto. A questa tematica è stato dedicato il Net Zero Transition Forum, organizzato dall’Università di Oxford nell’ambito di una collaborazione di ricerca pluriennale con Lombard Odier Investment Managers (LOIM), in cui diversi esperti del settore hanno portato la propria testimonianza. Ecco qualche spunto emerso durante l’evento.


Energia a basso costo? Ecco come trasformerà l’economia

Primo tema, quello delle energie rinnovabili. Produrre energia eolica e solare è necessario per facilitare la transizione verso l’utilizzo di fonti rinnovabili e la diminuzione del loro costo sta contribuendo a renderle più comuni (dal 2010 il prezzo dell’eolico e del solare è diminuito, rispettivamente, del 60% e dell’80%, secondo l’Agenzia internazionale per le energie rinnovabili - Irena). Tuttavia, questo non basta a trasformare l’intero settore dell’energia. È necessario infatti combinare altre prassi innovative: intelligenza artificiale e genomica potrebbero ad esempio dare una spinta al settore automobilistico e dell’agricoltura. Il potenziale dell’energia pulita a basso costo è molto alto, “infatti può non solo trasformare radicalmente il settore, ma anche catalizzare la crescita di altri comparti dell’economia”, hanno spiegato gli esperti di LOIM. Si tratta di un settore in forte crescita e, proprio per questo, capace di offrire interessanti opportunità agli investitori che saranno in grado di intravedere risultati e vincitori di questa grande rivoluzione dell’energia.


Trasporti marittimi sulla rotta verso il net zero

Secondo punto, quello della mobilità su acqua. I trasporti marittimi rappresentano, ad oggi, solo l’1,7% delle emissioni globali di gas serra, secondo una ricerca di Our World in Data, ma la situazione potrebbe cambiare molto rapidamente. La prospettiva è infatti che l’attività di navigazione aumenterà di circa il 150% entro il 2050, portando le emissioni di questo comparto al 17% del totale, stando ai dati dell’Agenzia europea dell’ambiente). “La decarbonizzazione di questo settore gioca, dunque, un ruolo cruciale al fine della transizione allo zero netto” hanno proseguito da LOIM.

Alcune innovazioni interessanti sono già in atto, come l’uso di batterie marine a propulsione eolica, in grado di ridurre la domanda di energia fino al 63%, e la generazione di idrogeno direttamente in mare. A Rotterdam, ad esempio, stanno sviluppando un laboratorio in grado di riciclare il calore di scarto prodotto dalle navi in fonte di riscaldamento per 16 mila case e di sfruttare il vento costiero per generare energia e bloccare 37 milioni di tonnellate di CO2 sott’acqua in quindici anni.

Questo settore ha, però, una grande sfida da affrontare: la spesa d’investimento. Il ciclo di vita delle navi è molto lungo e, se l’ambizione è quella di ammodernare i trasporti marini già esistenti, saranno necessari bacini di carenaggio molto ampi, che hanno però bisogno di ingenti fondi.


E’ indubbio che iniziano a vedersi miglioramenti in alcuni settori dell’economia: tuttavia, per attuare il processo di decarbonizzazione e raggiungere l’obiettivo del net zero, è necessario che tutti gli ambiti si sviluppino al meglio delle loro possibilità, collaborando. E per rendere questo futuro possibile, è vitale che gli investitori si interessino e puntino in prima persona su questa rivoluzione.

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