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Rivoluzione AI: i vantaggi e i rischi che porterà, come investire | WeWealth

Rivoluzione AI: i vantaggi e i rischi che porterà, come investire

Valeria Panigada
30.11.2023
Tempo di lettura: 3'
Il boom dell’intelligenza artificiale solleva domande cruciali sulle dinamiche di mercato e le prospettive di molte aziende. Alcuni settori trarranno benefici dalle efficienze guidate dall'AI, altri vedranno i loro modelli di business messi in discussione. Un’analisi approfondita di LGIM aiuta a fare chiarezza sullo scenario, offrendo spunti utili per le decisioni di investimento

A un anno dal lancio di ChatGpt, l’intelligenza artificiale (Artificial Intelligence, AI) ha conquistato la scena e si prevede crescerà di circa 20 volte entro il 2030, secondo Statista. Un boom che solleva qualche interrogativo: saranno le aziende che investono di più ad accogliere i maggiori vantaggi dell'era dell'AI o, al contrario, saranno le più esposte a potenziali perdite? LGIM offre un'analisi esaustiva per comprendere i rischi e i vantaggi di questa rivoluzione, con implicazioni significative per le scelte di investimento.


I vantaggi guidati dall'IA e i rischi associati

L’efficienza è uno dei vantaggi principali derivanti dall’uso dell’intelligenza artificiale. “Le aziende di tutti i settori stanno esplorando nuovi modi per trarre vantaggio dalla rivoluzione dell'AI, cercando di ottimizzare i propri costi”, sottolineano gli esperti di LGIM. Ma certi comparti ne trarranno maggior beneficio. Qualche esempio? Nell’ambito sanitario, l'AI apre la prospettiva di ridurre i rischi e i costi della scoperta di farmaci. Ma non solo. Anche settori ad alta intensità di capitale, come l'automotive e la produzione, testimoniamo risparmi energetici e miglioramenti nella produzione, come evidenziato da Mercedes-Benz e Titan Cement.


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Nonostante le promesse di risparmio e ottimizzazione dei costi, LGIM ritiene che l'AI comporti anche dei rischi, soprattutto “per le aziende con modelli di business consolidati, dove le barriere all'ingresso potrebbero essere abbassate dall’adozione diffusa dell'intelligenza artificiale”. Basti pensare a quello che è successo a Chegg, società di tecnologie per l'istruzione quotata a Wall Street, le cui azioni nel maggio scorso sono crollate di quasi il 50% sulla percezione che ChatGpt avrebbe potuto minacciare il suo modello di business.


La fase iniziale di questa nuova era non fornisce chiarezza su quali aziende guideranno il panorama dell'AI, che potenzialmente potrebbe comportare sfide anche per realtà tecnologiche consolidate. “In questa fase iniziale, non è affatto chiaro quali aziende domineranno l'eventuale panorama dell'AI, il che significa che alcune aziende tecnologiche storiche potrebbero rimanere indietro”, affermano da LGIM. Modelli linguistici avanzati, come ChatGpt, potrebbero influenzare il tradizionale modello di business di giganti come Alphabet.


Infine, le maggiori sfide potrebbero spingere verso un aumento di fusioni e acquisizioni, che potrebbero modificare il panorama attuale. “Con l'emergere di nuove sfide e di nuove imprese basate sull'AI, potremmo anche assistere a un aumento delle fusioni e acquisizioni”, sostengono da LGIM, ricordando come solo il mese scorso Cisco ha annunciato l'acquisizione dell'azienda di software Splunk per 28 miliardi di dollari, in un'operazione volta a rafforzare la sua offerta di cybersicurezza basata sull'intelligenza artificiale.


Quali ricadute sui mercati?

Le implicazioni di questa rivoluzione potrebbero essere diverse tra i mercati azionari e quelli del credito. In particolare, gli indici azionari, influenzati dalle grandi società tecnologiche, potrebbero vedere un maggiore impatto nel breve termine, avvertono dalla casa di gestione inglese, mentre gli indici di credito, più ponderati su società consolidate, richiederanno più tempo per assimilare l'impatto dell'IA sulle obbligazioni.

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